La guerra svuota i bilanci regionali russi: deficit in 56 territori

06.08.2026 16:15
La guerra svuota i bilanci regionali russi: deficit in 56 territori
La guerra svuota i bilanci regionali russi: deficit in 56 territori

Con l’avvio della guerra su larga scala contro l’Ucraina, il Cremlino ha riorganizzato il sistema fiscale e di bilancio russo per concentrare a Mosca le risorse necessarie a finanziare l’aumento delle spese militari. Tra il 2022 e il 2025, il governo federale ha rafforzato il prelievo centrale sui tributi più redditizi, compresi quelli legati all’estrazione delle risorse naturali e le accise, e ha introdotto prelievi una tantum sugli extraprofitti delle grandi imprese. Una quota significativa delle entrate che in precedenza alimentavano i bilanci regionali è stata così trasferita al centro e destinata alle spese per la difesa.

Nello stesso periodo, Stati Uniti e Unione europea hanno imposto ampie sanzioni alla Russia in risposta all’aggressione contro l’Ucraina. Le misure hanno colpito in modo particolarmente duro i settori metallurgico, carbonifero, forestale e chimico, che costituiscono una parte importante della base imponibile di numerose regioni russe. Il peggioramento dei risultati delle maggiori aziende ha ridotto le entrate derivanti dall’imposta sugli utili: in termini reali sono diminuite del 16,6%, pari a 820 miliardi di rubli, con una contrazione registrata in 51 regioni.

Tra il 2022 e il 2025, inflazione e centralizzazione riducono le risorse locali

La situazione più pesante si è verificata nel Kuzbass, dove gli incassi dell’imposta sugli utili sono crollati del 78,7%. Riduzioni superiori al 60% sono state registrate nelle regioni di Belgorod, Kursk, Lipeck, Vologda, Murmansk e Orenburg, oltre che in Carelia e Khakassia. In 25 regioni, nel 2025 le entrate da questa imposta erano inferiori al livello del 2021 anche senza considerare l’inflazione cumulata, che secondo i dati della Banca centrale russa ha raggiunto il 39,05% tra il 2022 e il 2025.

La concentrazione delle entrate presso il bilancio federale ha indebolito la capacità autonoma dei soggetti della Federazione e li ha resi più dipendenti da Mosca. Parallelamente, il centro federale ha trasferito alle regioni una parte consistente dei costi collegati alla guerra, senza fornire risorse sufficienti a coprirli. I trasferimenti gratuiti dal bilancio federale si sono ridotti di 1.100 miliardi di rubli in termini reali, considerando l’inflazione del periodo, mentre le amministrazioni locali hanno dovuto sostenere ulteriori obblighi sociali e altre spese.

Gli stanziamenti massicci per il complesso militare-industriale e i pagamenti record ai partecipanti alla guerra hanno inoltre surriscaldato l’economia e accelerato l’aumento dei prezzi. La crescita nominale delle entrate regionali è rimasta in molti casi al di sotto del rincaro di beni e servizi: anche quando gli importi in rubli aumentavano, le regioni potevano acquistare meno materiali da costruzione, infrastrutture comunali, apparecchiature mediche e altri beni, i cui costi sono cresciuti di una volta e mezza o due volte.

Il mercato del lavoro ha prodotto un effetto parziale sui conti locali. La mobilitazione, il trasferimento di personale verso le imprese della difesa e l’emigrazione di centinaia di migliaia di specialisti hanno creato una forte carenza di manodopera. Per trattenere i dipendenti, le aziende civili hanno aumentato i salari, facendo crescere in termini reali le entrate dall’imposta sul reddito delle persone fisiche in quasi tutte le regioni, con l’unica eccezione della regione di Murmansk. La Banca centrale ha rilevato che tra il 2023 e il 2025 gli stipendi sono aumentati più rapidamente della produttività del lavoro.

Nel 2025 il divario tra entrate e spese si allarga

Il miglioramento delle entrate da imposta sul reddito delle persone fisiche, pari a 483 miliardi di rubli, e da regime fiscale semplificato, pari a 83 miliardi, ha compensato solo in parte il crollo dell’imposta sugli utili. L’aumento del costo del lavoro ha contemporaneamente ridotto la redditività delle imprese civili e indebolito ulteriormente la base fiscale regionale. La crescita di alcuni tributi non è quindi riuscita a invertire il deterioramento complessivo dei bilanci.

Secondo i dati diffusi il 4 agosto 2026, sulla base dell’analisi pubblicata dalla testata indipendente “Agentstvo”, nel 2025 le entrate reali, calcolate tenendo conto dell’inflazione, sono risultate inferiori al livello del 2021 in 65 degli 85 territori della Federazione Russa. Nello stesso tempo, in 52 regioni, più del 60% del totale, le spese reali sono state superiori a quelle di quattro anni prima. La combinazione tra minori entrate e maggiori uscite ha provocato una rapida crescita dei deficit locali, come documentato nella ricostruzione di Agentstvo sui bilanci regionali.

Il calo delle entrate complessive ha riguardato 51 regioni, mentre 34 hanno registrato una crescita reale. La contrazione più ampia si è verificata nella regione di Kemerovo, con il 39,3% in meno rispetto al 2021, seguita dalla regione di Vologda, in calo del 34,5%, e dall’Inguscezia, con una riduzione del 30,8%. Le cause principali sono state la diminuzione dei trasferimenti gratuiti, pari a 1.100 miliardi di rubli reali, e la caduta dell’imposta sugli utili, diminuita di 820 miliardi. Il primo fattore è legato all’inflazione, alla conclusione e alla redistribuzione di programmi mirati; il secondo al peggioramento dei risultati delle grandi aziende, comprese quelle del carbone e della metallurgia.

La crescita più forte delle entrate reali è stata registrata nella regione di Kursk, con l’87,6%, nella regione di Magadan, con il 33,3%, nella regione di Mosca, con il 23,2%, e in Tatarstan, con il 22,5%. Nel caso di Kursk, l’aumento è stato assicurato soprattutto dalla crescita dei trasferimenti gratuiti federali destinati a sostenere gli abitanti e a ricostruire i territori di confine. Si tratta quindi di risorse legate al sostegno straordinario del centro, non di un rafforzamento generalizzato della base fiscale regionale.

Nel 2025 la sanità arretra, mentre scuola e servizi assorbono risorse

Il deterioramento si è riflesso nella composizione della spesa. In 76 degli 85 soggetti federali le uscite reali per la sanità sono diminuite; in 29 regioni sono rimaste inferiori al livello del 2021 persino senza correggere i dati per l’inflazione. Al contrario, le spese reali per l’edilizia abitativa e i servizi comunali sono aumentate in 55 regioni e quelle per l’istruzione in 74.

La riduzione delle risorse disponibili ha costretto le autorità regionali a finanziare direttamente una quota crescente degli obblighi sociali e delle altre spese, rinviando o ridimensionando programmi di sviluppo civile. Per coprire i fabbisogni, i governi locali hanno dovuto ricorrere più intensamente ai prestiti commerciali, aumentando il peso del debito e consumando le riserve finanziarie.

Primo trimestre 2026: il deficit raggiunge 56 regioni

L’ultimo passaggio della sequenza è arrivato nel primo trimestre del 2026. Secondo i dati della Corte dei conti russa, i bilanci di 56 regioni sono stati eseguiti in deficit, contro i 46 dello stesso periodo dell’anno precedente. Il numero conferma che la pressione prodotta dalla guerra, dalla centralizzazione delle entrate, dalle sanzioni e dall’inflazione continua a gravare sui conti territoriali.

La posizione attuale è dunque quella di un sistema regionale con una base autonoma indebolita, spese reali più alte in molti territori e deficit sempre più diffusi: nel primo trimestre del 2026 le regioni in disavanzo sono diventate 56.

0 Comments

  1. Mah, che situazione incredibile… Sembra che la Russia stia affrontando un vero disastro economico. Qui da noi in Italia ci lamentiamo delle tasse, ma al confronto le cose sono molto diverse. È giusto mettere più soldi per la guerra? Le scuole e la sanità ne stanno risentendo!

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