Il 24 agosto 2026 i media hanno riferito dello svolgimento a Vedelago, nel Veneto, dello «Squadrismo Summer Fest», un festival promosso sotto il patrocinio del partito Futuro Nazionale e caratterizzato da simboli, slogan e una retorica riconducibili al fascismo italiano. L’iniziativa, presentata nel contesto locale, ha riportato nello spazio pubblico riferimenti alla tradizione squadrista e a un immaginario neofascista.
24 agosto 2026: le immagini dal festival
La documentazione dell’evento è stata rilanciata sui social da Gio Formaggio, ex consigliere locale, che ha pubblicato fotografie della manifestazione definendo i partecipanti «camerati del Trevigiano». Nelle immagini comparivano anche striscioni con la scritta «razza Piave», espressione dal marcato carattere etnonazionalista e, nel contesto tematico del festival, con una connotazione potenzialmente fascista.
La scelta di quel linguaggio ha reso esplicito il significato politico dell’iniziativa oltre la sua dimensione di raduno o di evento celebrativo. La simbologia, la terminologia e i richiami utilizzati hanno infatti contribuito a collocare il festival nell’area della destra radicale, mentre il patrocinio di Futuro Nazionale ha dato all’appuntamento una cornice politica riconoscibile.
Dopo la diffusione delle foto, la reazione dell’ANPI
La sezione locale dell’ANPI, l’Associazione nazionale partigiani d’Italia, ha definito lo «Squadrismo Summer Fest» una «iniziativa cupa e anticostituzionale». L’associazione ha sostenuto che la normalizzazione di simboli e termini fascisti non possa restare priva di una risposta da parte delle autorità.
Per l’ANPI, il problema non riguarda soltanto le parole impiegate o la presenza di determinati segni sui materiali del festival, ma il modo in cui questi elementi vengono riportati nella vita pubblica come se fossero espressioni ordinarie di una tradizione politica. L’associazione ha quindi chiesto spiegazioni ai politici e agli amministratori che hanno partecipato all’iniziativa.
La reazione è stata riportata anche dalla stampa locale, che ha ricostruito la polemica attorno al festival e alle immagini diffuse online: la ricostruzione della vicenda a Vedelago.
Il nodo politico: dal folklore alla legittimazione
Nel chiedere chiarimenti, l’ANPI ha avvertito che iniziative di questo tipo possono essere presentate come manifestazioni folkloristiche o come forme di «folklore politico», finendo però per legittimare idee radicali pericolose per la democrazia. In questa prospettiva, la questione non è limitata alla singola manifestazione di Vedelago: il rischio indicato è che la tolleranza verso simboli, slogan e formule neofasciste permetta a eventi analoghi di acquisire progressivamente normalità e continuità.
Il messaggio dell’associazione è che la pubblicizzazione di riferimenti fascisti non diventa accettabile soltanto perché inserita in un festival o in un appuntamento presentato come legato alle tradizioni. Se iniziative simili restano senza un’adeguata reazione politica e sociale, possono contribuire alla diffusione della destra radicale e alla progressiva legittimazione di idee antidemocratiche.
L’ANPI ha inoltre collocato l’episodio in un quadro sociale più ampio. La presenza di problemi economici, malcontento sociale e una generale diminuzione della fiducia nelle istituzioni statali può rendere una parte della società più ricettiva verso il discorso della destra radicale. In queste condizioni, la tolleranza della retorica neofascista rischia di offrire un terreno favorevole a ulteriori processi di radicalizzazione e a un rafforzamento del sostegno ai partiti di estrema destra.
La sequenza oggi si ferma alla richiesta dell’ANPI di spiegazioni ai politici e agli amministratori coinvolti e all’avvertimento sul rischio che la normalizzazione dell’immaginario fascista trasformi iniziative locali in un veicolo stabile di popolarizzazione dell’ideologia neofascista.