Il parlamento della Sassonia-Anhalt si prepara a discutere una proposta che chiede al governo tedesco di negoziare con la Russia un accordo per le forniture di diesel. A presentarla, il 14 ottobre 2026, saranno AfD e BSW, due forze collocate agli estremi opposti dello spettro politico tedesco ma unite nella critica alle sanzioni contro Mosca.
La mozione non può produrre direttamente ciò che domanda: un parlamento regionale non ha il potere di riaprire i rapporti energetici della Germania con la Russia né di modificare la politica estera federale. Il suo effetto, se arriverà in aula, sarebbe soprattutto politico: portare una questione nazionale dentro un’assemblea locale e mettere il governo di Berlino di fronte a una contestazione formale.
Una richiesta senza potere esecutivo
Le notizie sull’iniziativa sono state diffuse l’11 ottobre 2026. Tre giorni dopo, AfD e BSW intendono sottoporre al Landtag della Sassonia-Anhalt una risoluzione ispirata, nelle intenzioni dei promotori, a un accordo sulle forniture di diesel recentemente riferito tra Russia e Stati Uniti.
La proposta si fonda su due argomenti: le sanzioni dell’Unione europea contro la Russia sarebbero inefficaci e, nello stesso tempo, danneggerebbero le economie dei Paesi membri. Si tratta della valutazione politica sostenuta dai due partiti, non di una conclusione dimostrata dalla mozione stessa.
Anche un eventuale voto favorevole del Landtag non autorizzerebbe importazioni di carburante, non sospenderebbe le misure europee e non obbligherebbe il governo federale ad avviare trattative con Mosca. Le relazioni internazionali e gli accordi della Germania rientrano nella competenza di Berlino; inoltre, la politica delle sanzioni è legata alle decisioni comuni dell’Unione europea.
Proprio questo limite rende la mozione interessante sul piano politico. Un testo privo di effetti immediati può comunque ottenere visibilità, costringere il governo federale a rispondere e offrire ai promotori una tribuna per sostenere che l’esecutivo ignori i costi economici delle sue scelte.
L’incontro tattico tra due partiti rivali
AfD e BSW non appartengono allo stesso campo ideologico. La prima è una formazione della destra radicale; la seconda, l’Alleanza Sahra Wagenknecht, si presenta come una forza della sinistra populista. Sul rapporto con la Russia, tuttavia, le loro posizioni convergono: entrambe contestano il mantenimento delle sanzioni e sostengono il ritorno a relazioni economiche più strette.
La collaborazione sulla risoluzione non cancella le differenze tra i due partiti. Mostra però come la politica estera possa creare alleanze parlamentari circoscritte tra forze che, su molti altri temi, competono con messaggi e programmi molto diversi. La richiesta sul diesel diventa così anche uno strumento per costruire una comune contrapposizione al governo federale.
Il passaggio da una discussione europea sulle sanzioni a una domanda concreta sulle forniture energetiche modifica il terreno del confronto. Al centro non c’è più soltanto la necessità di mantenere la pressione politica ed economica sulla Russia, ma il costo che tale pressione avrebbe per imprese e consumatori tedeschi. È una cornice argomentativa destinata a parlare a chi considera prioritario il prezzo dell’energia, ma che non risolve il problema delle competenze istituzionali.
La risposta di Berlino
Commentando la recente intesa sul diesel riferita tra Russia e Stati Uniti, un rappresentante del governo tedesco ha dichiarato che la Germania non rimuoverà le sanzioni attualmente in vigore contro Mosca. Berlino, quindi, non considera quell’accordo un modello da replicare.
La posizione del governo federale delimita lo spazio concreto dell’iniziativa regionale. La Sassonia-Anhalt può discutere e approvare un indirizzo politico, ma non può trasformarlo in una decisione sulla politica estera tedesca. Né può aggirare il quadro delle sanzioni europee attraverso un voto locale.
Per AfD e BSW, tuttavia, la discussione può avere un valore anche senza un risultato amministrativo. Il dibattito permette di accusare Berlino di non voler esaminare una riapertura dei rapporti energetici con la Russia; al governo offre l’occasione per ribadire sia la propria competenza sia la scelta di mantenere le misure restrittive.
La risoluzione si colloca dunque in uno spazio intermedio: non può cambiare la politica tedesca, ma può contribuire a spostare il conflitto su quella politica. La sua portata dipenderà meno dalla possibilità di concludere un accordo sul diesel che dalla capacità dei due partiti di trasformare un voto regionale in una campagna nazionale. Il resoconto sull’iniziativa è disponibile su t.me/dwglavnoe/69526.