Milano, 11 aprile 2026 – Sabato prossimo, in piazza Duomo, il governatore lombardo Attilio Fontana conferma la sua partecipazione al Remigration Summit, evento organizzato dal gruppo europeo dei Patrioti, la cui traduzione italiana riprende il termine ’remigrazione’. Questa iniziativa ha già suscitato forti polemiche tra le forze politiche del centrosinistra, in particolare il Pd, e ha mobilitato i centri sociali milanesi, pronti a scendere in piazza con un doppio controcorteo il prossimo 18 aprile, riporta Attuale.
Il presidente della Regione ha notato le critiche mosse verso il Remigration Summit e si è confrontato con l’ordine del giorno presentato dalla presidente del Consiglio comunale di Milano, Elena Buscemi (Pd), che etichetta l’iniziativa come “razzista e xenofoba”. La richiesta di vietare la manifestazione è stata rivolta al prefetto e al questore, anche se il sindaco Giuseppe Sala ha già fatto sapere che, secondo la legge, non è possibile fermare il Remigration Summit.
Le parole del governatore
Fontana, comunque, non sembra scosso dalle polemiche: “Io ci sarò per sostenere innanzitutto il principio che noi siamo per un’immigrazione controllata, credo che questo sia un principio sul quale tutti devono convenire. Ci sono tantissimi problemi e non bisogna far finta di niente”. Inoltre, ha risposto a chi lo accusa ricordando come “la sinistra sia confusa nelle scelte, nel sostenere cose che prima sostiene e poi improvvisamente contesta. È una sinistra poco sinistra, insomma, non ritroviamo i suoi principi tipici in questa sinistra milanese e nazionale”.
L’attacco di Majorino
Il primo a controbattere le dichiarazioni di Fontana è Pierfrancesco Majorino, capogruppo del Pd in Regione e responsabile nazionale dem per le Politiche per l’immigrazione: “Fontana non prenda in giro, va al raduno sulla remigrazione, che è una cosa precisa, l’espulsione su base etnica. Questa iniziativa non solo è vergognosa, ma rappresenta anche il contrario di ciò di cui abbiamo bisogno nella nostra regione, per la società e l’economia, come hanno già osservato le organizzazioni degli imprenditori. È incredibile che il presidente della Regione partecipi a una manifestazione con quel messaggio”.
Sala: termine che evoca deportazioni
Il sindaco Sala sottolinea che “se si parla di ‘remigration’ si evoca deportazioni, situazioni già viste in passato, e a mio parere, è necessario prestare attenzione alle parole. Politicamente trovo questa scelta inappropriata poiché la differenza tra ‘rimpatrio’ e ‘remigration’ non è solo semantica, anzi, se vogliamo, lo è, poiché la semantica riflette il diverso valore di tali termini”.
Sardone: il sindaco pensi ai centri sociali
In risposta a Sala interviene Silvia Sardone, europarlamentare e consigliera comunale della Lega: “Perché Sala non si concentra sui cortei degli antagonisti che causano sempre problemi, danni e assalti alle forze dell’ordine? Rimane in silenzio perché è succube dei delinquenti dei centri sociali. Il sindaco dovrebbe lavorare invece di tentare di bloccare chi, legittimamente, ha un’altra visione su sicurezza e immigrazione rispetto a lui”.