Inizio dell’Eurovision Song Contest 2025, contestato da cinque paesi per la partecipazione di Israele

12.05.2026 09:45
Inizio dell'Eurovision Song Contest 2025, contestato da cinque paesi per la partecipazione di Israele

La 70esima edizione dell’Eurovision Song Contest inizia tra polemiche

Martedì sera prenderà il via a Vienna la 70esima edizione dell’Eurovision Song Contest, probabilmente la più contestata nella storia recente del concorso canoro internazionale. Cinque paesi – Irlanda, Spagna, Slovenia, Paesi Bassi e Islanda – hanno deciso di non partecipare per protestare contro la scelta dell’EBU, il consorzio delle emittenti radiotelevisive pubbliche europee, di permettere a Israele di gareggiare nonostante i crimini di guerra commessi a Gaza, riporta Attuale.

L’Eurovision si tiene quest’anno in Austria in seguito alla vittoria del cantante austriaco JJ nel 2025. La prima semifinale si svolgerà martedì 12 maggio, seguita dalla seconda giovedì 14 maggio. Entrambe le semifinali saranno trasmesse in Italia da Rai 2, mentre la finale andrà in onda su Rai 1 sabato 16 maggio.

Alla competizione parteciperanno artisti provenienti da 35 paesi. Sebbene la maggior parte sia europea, negli anni recenti anche stati extraeuropei come Israele e Australia hanno partecipato. L’Italia sarà rappresentata da Sal Da Vinci, vincitore del Festival di Sanremo, con la canzone “Per sempre sì”. Negli anni, è consuetudine che il vincitore di Sanremo prenda parte all’Eurovision; tuttavia, l’anno scorso Olly, vincitore del festival, declinò l’invito, consentendo al secondo classificato Lucio Corsi di partecipare.

Negli ultimi anni, la partecipazione di Israele all’Eurovision è stata sempre più contestata. Diverse nazioni e broadcaster sostengono che l’EBU dovrebbe escludere Israele dalla competizione, come avvenuto con la Russia dal 2022 in seguito all’invasione dell’Ucraina. Nelle edizioni passate, le esibizioni delle cantanti israeliane erano state accolte da fischi e manifestazioni di protesta all’interno dei palazzetti.

I paesi che hanno optato per il boicottaggio lo hanno fatto con modalità diverse. Irlanda e Spagna non parteciperanno e non trasmetteranno neanche la finale, con la tv pubblica spagnola che proporrà una serata musicale alternativa. In Slovenia, oltre al ritiro, la programmazione della tv pubblica sarà dedicata a contenuti sulla Palestina. Paesi Bassi e Islanda, invece, hanno adottato un boicottaggio meno drastico, rinunciando a competere ma continuando a trasmettere l’Eurovision sui loro canali pubblici.

Questi paesi avevano già espresso dubbi sul risultato ottenuto dalla cantante israeliana Yuval Raphael, che era arrivata seconda in circostanze controverse. Dopo le polemiche dell’anno scorso, l’EBU ha modificato il regolamento introducendo un limite massimo di voti esprimibili da ogni spettatore, che scenderà da venti a dieci. Inoltre, le giurie di esperti musicali di ogni paese ritorneranno a votare anche in semifinale, con un peso simile a quello del voto del pubblico.

Gli organizzatori hanno dichiarato che queste misure dovrebbero bilanciare eventuali distorsioni generate dal voto popolare. Sarà anche vietato a artisti ed emittenti di impegnarsi in campagne promozionali che possano influenzare i risultati del voto, con divieti specifici riguardanti le campagne sproporzionate, in particolare quelle promosse da terzi, incluse le agenzie governative.

Il New York Times, in un’inchiesta pubblicata lunedì, ha rivelato ulteriori dettagli sulle polemiche relative alla partecipazione di Israele e sospetti d’interferenze. Secondo il giornale, dal 2024 il governo israeliano avrebbe organizzato una campagna per influenzare il televoto attraverso pubblicità e mobilitazione delle comunità israeliane all’estero.

Venerdì a Vienna si terrà una manifestazione a Resselpark, prevista per circa 3mila persone, in concomitanza con il giorno della Nakba, che ricorda l’esodo di oltre 700mila palestinesi nel 1948. È prevista anche una manifestazione a sostegno della partecipazione di Israele, chiamata “12 points against anti-Zionism”, ma con una partecipazione significativamente inferiore.

Martedì si svolgerà la semifinale con 15 paesi in gara, tra cui Moldavia, Svezia, Croazia e Grecia. L’Italia e la Germania, rappresentate rispettivamente da Sal Da Vinci e Sarah Engels, hanno un accesso diretto alla finale grazie al loro status di principali finanziatori dell’EBU. Gli italiani potranno votare nella semifinale, ma non per la canzone di Sal Da Vinci, e torneranno a votare nella finale di sabato, come anche il pubblico di altri paesi.

I favoriti per quest’anno, secondo i siti di scommesse, includono i finlandesi Lampenius & Parkkonen, il greco Akylas e il danese Søren Torpegaard.

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