Le capacità militari dell’Iran sotto esame dopo gli attacchi recenti
Le fonti ufficiali da Washington e Tel Aviv evidenziano i presunti successi di Epic Fury, mentre le valutazioni delle agenzie di intelligence rilasciano stime più cauto sull’efficacia delle operazioni militari. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, i pasdaran dell’Iran, nonostante le perdite subite, rimangono in possesso di migliaia di missili a corto e medio raggio, riporta Attuale.
Molti membri delle forze armate sono sopravvissuti agli attacchi, mentre altri sono stati sepolti nei tunnel colpiti, ma risulta possibile il loro recupero. La dispersione dell’arsenale, la creazione delle chiamate “città dei missili” e adeguate misure di protezione hanno assicurato ai guardiani della rivoluzione una riserva considerevole, integrata da una limitata quantità di cruise anti-nave, utilizzabili nel contesto della sfida nel passaggio di Hormuz.
Tuttavia, la situazione dell’Iran rimane incerta in quanto le strutture produttive sono state tra i principali obiettivi degli attacchi, con danni enormi alle industrie, inclusi i produttori di armamenti e delle filiere connesse. Nella seconda fase della campagna, gli israeliani hanno concentrato i bombardamenti su tali obiettivi; l’impatto di queste operazioni si manifesterà nel medio-lungo termine, con ripercussioni dovute anche alle sanzioni e alla crisi economica interna.
Un’analisi del Wall Street Journal indica che i pasdaran hanno adattato le proprie strategie in funzione di precedenti conflitti, sfruttando a proprio favore la profondità territoriale e adottando tattiche più flessibili. Nei giorni scorsi, Pentagono e IDF hanno presentato i dati sulle missioni svolte: gli americani hanno lanciato 13.000 “munizioni”, neutralizzando l’80% dello scudo antiaereo, prendendo di mira 450 depositi di missili, 800 centri di droni, e colpendo 2.000 centri di comando.
Da parte loro, gli israeliani hanno eseguito oltre 10.800 raid su 4.000 obiettivi, impiegando 18.000 ordigni, e distruggendo il 60% dei lanciatori di missili, che inizialmente ammontavano a 470. I generali di Tel Aviv sostengono che il lancio di missili iraniani verso Israele sia diminuito, spiegando che ciò è dovuto all’efficacia delle operazioni preventive. Tuttavia, gli esperti fanno notare che i pasdaran hanno mostrato un’accuratezza maggiore nei lanci, utilizzando armi con testate multiple.
In un contesto di fragile negoziato, gli Stati Uniti continuano a rifornire di materiale e soldati il campo di battaglia; la portaerei Ford è stata redistribuita nel Mediterraneo orientale in attesa di rinforzi. L’Iran, secondo indiscrezioni, potrebbe ricevere droni dalla Russia e sistemi antiaerei dalla Cina, mentre Pechino ha negato qualsiasi coinvolgimento. Non si può escludere la possibilità che le stime iniziali sulle capacità iraniane siano state sovrastimate, con esperti che suggeriscono come non sia oneroso per i pasdaran la produzione di nuovi lanciatori.