Il Perù si prepara a nuove elezioni presidenziali tra incertezze e candidati agguerriti
Domenica 12 aprile, oltre 27 milioni di cittadini peruviani saranno chiamati alle urne per eleggere il nuovo presidente del paese, destinato a sostituire José Maria Balcázar, attualmente in carica dopo la rimozione del suo predecessore. Questo evento segnerà l’elezione del decimo capo di stato del Perù in un decennio segnato da scandali di corruzione e proteste antigovernative, riporta Attuale.
Il malcontento generale e l’inevitabile frammentazione politica sono evidenti: otto peruviani su dieci non hanno ancora scelto il loro candidato, aumentando le probabilità di un ballottaggio tra i due più votati, visto che sono 35 i nomi in gara. Keiko Fujimori, che cerca di diventare presidente per la quarta volta, è la candidata attualmente in testa nei sondaggi, ma l’alto numero di candidati rende incerta la competizione.
Il presidente peruviano, sia capo di stato che di governo, viene eletto ogni cinque anni e per vincere al primo turno è necessario superare il 50% dei voti. Tuttavia, l’ultimo caso in cui ciò è avvenuto risale a tempo fa, con ballottaggi obbligati alle elezioni del 2021, 2016 e 2011. Oltre al presidente, verranno eletti i membri del nuovo parlamento bicamerale, che includerà un Senato e una Camera dei deputati, una riforma costituzionale approvata due anni orsono. Il voto è obbligatorio per tutti i cittadini tra i 18 e i 70 anni.
Secondo le previsioni dell’istituto Ipsos, Keiko Fujimori, rappresentante del partito di destra Forza Popolare, è la favorita con il 18,6% delle preferenze, in leggero aumento rispetto al mese precedente. A seguirla, Carlos Álvarez ha visto crescere i suoi consensi dal 7% al 12%, mentre Rafael López Aliaga ha visto un calo dal 17% al 10% delle preferenze.
Keiko Fujimori, figlia dell’ex dittatore Alberto Fujimori, affronta la sua quarta campagna elettorale nonostante precedenti indagini per corruzione e problemi legali. In passato, ha promesso di combattere il crimine, sebbene alcune sue proposte legislative siano state criticati per il potenziale impatto negativo sul sistema giudiziario.
Carlos Álvarez, ex comico sostenitore della dittatura di Fujimori, si è posizionato come portavoce della sicurezza, mentre Rafael López Aliaga, ex sindaco di Lima, ha legami con il settore minerario, un elemento chiave per l’economia peruviana.
Dalla caduta della dittatura di Alberto Fujimori, la rimozione dei presidenti è diventata una pratica frequente, a causa di accuse di corruzione e della facilità con cui il parlamento può avviare tali procedure. Negli ultimi anni, sono stati vari presidenti a cadere sotto le accuse, tra cui Dina Boluarte e Pedro Castillo, per tentativi di abuso di potere e mal governo.
Il crescente sostegno a Carlos Álvarez suggerisce che il suo partito potrebbe emergere forte nel nuovo parlamento, mentre altri candidati come Alfonso López Chau e Jorge Nieto tentano di inserirsi nella corsa. In un clima di incertezze, anche Rafael López Aliaga, Roberto Sánchez e altri candidati potrebbero sorprendere, con voti concentrate soprattutto nelle zone rurali, tradizionalmente forti sostenitrici di Castillo nel 2021.