L’unità necessaria per la candidatura olimpica di Milano, Torino e Genova verso il 2036

15.04.2026 21:35
L'unità necessaria per la candidatura olimpica di Milano, Torino e Genova verso il 2036

Milano, Torino e Genova lanciano la candidatura per le Olimpiadi del 2036

Milano, Torino e Genova stanno unendo le forze per presentare una candidatura congiunta per ospitare le Olimpiadi estive del 2036, un’iniziativa che potrebbe rappresentare una significativa opportunità di sviluppo per le città coinvolte, riporta Attuale.

Considerando che Los Angeles ospiterà l’edizione del 2028 e che Brisbane è stata designata per il 2032, l’idea di riportare la Fiaccola di Olimpia in Europa sembra realistica, soprattutto se si prospettano eventi futuri in Asia. L’Europa, sullo sfondo di continui eventi sportivi e di una storia olimpica ricca, è vista come una location di valore, in particolare per un evento di tale portata.

Accogliere un’Olimpiade non è solo una questione di prestigio, ma implica anche una pianificazione strategica di investimenti pubblici e privati. Le città candidate dovranno progettare infrastrutture destinate a rimanere e servire come patrimonio comune anche dopo la conclusione dei giochi, un aspetto cruciale per giustificare l’investimento e massimizzare i benefici per le comunità locali.

Nel corso della mia esperienza nel raccontare diciassette edizioni delle Olimpiadi, ho appreso che l’evento a cinque cerchi può rappresentare un’opportunità di sviluppo, a condizione che si operi con buon senso e in nome dell’interesse collettivo.

Come dimostrato dalle esperienze passate, come Barcellona 1992 e Sydney 2000, le Olimpiadi possono essere catalizzatori di sviluppo economico e sociale. Tuttavia, esistono anche esempi negativi, come Atene 2004, dove gli impatti sono stati più critici. La valutazione degli effetti di un’Olimpiade si rivela necessariamente posticipata nel tempo; ci vorranno anni per stabilire se eventi come Milano-Cortina del 2026 abbiano portato benefici tangibili.

La candidatura presente di Milano, Torino e Genova ha una sua logica. Resta cruciale evitare conflitti con altre proposte che potrebbero sorgere in altre città italiane, come Roma, garantendo una visione unitaria piuttosto che divisiva. L’amministrazione e il CONI devono collaborare per garantire una strategia coerente e inclusiva.

In sintesi, la possibilità di ospitare i Giochi olimpici estivi del 2036 o del 2040 in Italia è ben vista, con un consenso che va da destra a sinistra, nonostante la necessità di una pianificazione attenta e coordinata. Se i presupposti non saranno rispettati, però, potrebbe essere più opportuno rinunciare all’idea.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere