Dopo il cambio ai vertici dei gruppi azzurri, la neo capogruppo a Palazzo Madama parla di “norma di civiltà” puntando a una mediazione. L’approdo in Aula tra due settimane e la spinta del Pd: “Noi pronti”, riporta Attuale.
Un’apertura cauta sul fine vita, dossier congelato da mesi al Senato, arriva dalla nuova capogruppo di Forza Italia Stefania Craxi, subentrata a Maurizio Gasparri. “Dobbiamo discutere di una norma di civiltà”, ha dichiarato a Public Policy a margine della capigruppo. “Ho chiesto qualche tempo, ho appena ereditato i dossier”. L’attenzione si concentra sull’ultima frase della Craxi: “Mi auguro di portare a casa una mediazione”.
I nuovi equilibri in Forza Italia
Le sue parole, significative nel nuovo assetto azzurro, seguono l’ingresso di Enrico Costa alla guida del gruppo alla Camera. Il posizionamento di Craxi sui diritti civili si inserisce in un clima di riequilibrio interno, fortemente voluto dalla famiglia Berlusconi, che durante un recente vertice a Mediaset ha ribadito la propria linea. Gli eredi del fondatore mirano a un partito più liberale, centrato e capace di attrarre i giovani, con il fine vita come primo nodo da sciogliere.
Il ddl resta bloccato da mesi nelle commissioni Giustizia e Sanità. La proposta base, redatta dai relatori di maggioranza Pierantonio Zanettin (FI) e Ignazio Zullo (FdI), è considerata troppo restrittiva dalle opposizioni e non ha mai trovato consenso nel centrodestra.
Fonti parlamentari segnalano che dal governo non è mai pervenuto un indirizzo chiaro sugli emendamenti, segnalando uno stallo prolungato. Tuttavia, dopo l’ultima capigruppo, si apprende che l’approdo in Assemblea sarebbe previsto tra due settimane, in seguito alla richiesta del presidente dei senatori dem, Francesco Boccia.
I tempi per la discussione
Resta da definire quale testo arriverà realmente in Aula. Forza Italia ha espresso l’intenzione di ripartire dal testo di maggioranza, tentando di costruire una mediazione. Tuttavia, il nodo cruciale rimane l’impianto del provvedimento e l’esclusione del Servizio sanitario nazionale, considerata una linea rossa dalle opposizioni. Inoltre, si discute del ddl dem, con prima firma di Alfredo Bazoli, che riprende il testo approvato dalla Camera nella legislatura precedente.
Se la commissione non dovesse concludere l’esame degli emendamenti nelle prossime due settimane, il fine vita potrebbe comunque giungere in Aula senza mandato al relatore. In tal caso, l’ufficio di presidenza dovrebbe decidere quale testo portare avanti.
La proposta del Pd
In caso di marcia indietro della maggioranza, il Pd annuncia l’intenzione di spingere sul ddl Bazoli per costringere il centrodestra a non mantenere ambiguità una volta giunti in Assemblea. “Noi siamo pronti”, affermano dal partito.
“Se necessario, presenteremo un pacchetto di emendamenti per rendere il loro testo compatibile con le indicazioni della Corte costituzionale e reinserire il coinvolgimento del servizio sanitario pubblico”, proseguono. I dem avvertono che, senza il Ssn, si rischia una privatizzazione del suicidio assistito.
Il passaggio parlamentare si preannuncia teso, in particolare per il metodo di voto. Trattandosi di una materia eticamente sensibile, i gruppi potranno chiedere lo scrutinio segreto sugli emendamenti. “Noi senza dubbio lo chiederemo”, affermano dal Pd.