Governo italiano in fermento: Meloni accusa il Superbonus per il deficit al 3,1%

23.04.2026 06:35
Governo italiano in fermento: Meloni accusa il Superbonus per il deficit al 3,1%

Il governo italiano in difficoltà dopo la conferma del deficit oltre il limite europeo

Giorgia Meloni esprime la sua frustrazione per il deficit del 3,1% certificato da Eurostat per il 2025, sostenendo che senza le ingenti spese per il Superbonus, l’Italia sarebbe rimasta sotto il fatidico 3%. Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, interviene sottolineando che le regole europee vanno rispettate e il dato attuale costringe il governo ad affrontare vincoli di bilancio severi, riporta Attuale.

Il nuovo Documento di finanza pubblica, approvato dal Consiglio dei Ministri, riflette le difficoltà del governo di fronte alla procedura di infrazione europea, che ormai si estenderà almeno per un altro anno. Meloni, pur rivendicando i progressi nel ridurre il deficit dal 8,1% al 3,1%, sottolinea il paradosso di come sarebbero bastati 20 miliardi di PIL in più per ottenere la fuoriuscita anticipata dalla procedura.

Ciononostante, Meloni critica aspramente il Superbonus, definito un provvedimento “sciagurato” che sottrae risorse fondamentali per investimenti in sanità e istruzione. Giorgetti, dal canto suo, adotta un tono più pragmatista, dichiarando che le attuali previsioni economiche sono soggette a revisione in un contesto di instabilità globale, amplificata dalla guerra in Medio Oriente.

Le stime di crescita, secondo Giorgetti, sono state riviste al ribasso; il PIL crescerà dello 0,6% nel 2026 e nel 2027, mentre il deficit programmatico scenderà al di sotto del 3% solo dal 2026, attestandosi al 2,9%. Il debito pubblico si mantiene su livelli critici, superando il 138% nel 2025.

In questo scenario complicato, Giorgetti annuncia l’apertura di due importanti dossier: le spese per la difesa e possibili interventi per mitigare lo shock energetico. Egli non esclude azioni unilaterali da parte dell’Italia se l’Europa non adotterà misure tempestive, segnalando un cambio di strategia potenziale anche in ambito militare.

Le opposizioni non tardano a reagire. Il Partito Democratico denuncia un “flop economico” e Giuseppe Conte critica Meloni e Giorgetti per non essere riusciti a uscire dalla procedura di infrazione. Altre forze politiche, come il Movimento 5 Stelle, mettono in discussione le priorità del governo, affermando che il piano d’azione sembra più orientato all’acquisto di armi piuttosto che al sostegno per le famiglie colpite dall’attuale crisi energetica.

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