Negoziazioni tra Stati Uniti e Iran in una fase critica
Washington – La situazione dei negoziati tra Stati Uniti e Iran rimane precaria dopo che il presidente Trump ha esteso indefinitamente la tregua, nonostante l’embargo sullo Stretto di Hormuz. Trump ha dichiarato che è “possibile” che le trattative possano riprendere già venerdì, sebbene la sua tempistica non sia sempre presa sul serio, riporta Attuale.
Secondo Axios, Trump è disposto ad offrire tre-cinque giorni addizionali di cessate il fuoco per dare la possibilità agli iraniani di trovare un accordo. Martedì scorso, il presidente americano ha attaccato sui social media un editorialista del Wall Street Journal, accusandolo di affermare erroneamente che l’Iran si stesse “approfittando di lui”. Questa affermazione, dal punto di vista di Trump, implica la sua incapacità di “fare affari”. Nel frattempo, ha anche criticato un referendum per la ridefinizione dei distretti elettorali in Virginia, definendolo una truffa per favorire il partito democratico.
La tregua è particolarmente fragile dopo che l’Iran ha sparato contro tre navi nel golfo e ha sequestrato due di esse. David Ignatius, editorialista del Washington Post, ha descritto le attuali trattative come un gioco al bazar, dove entrambe le parti desiderano un accordo ma si comportano in modo tale da suggerire il contrario. Il conflitto è in corso da quasi due mesi, portando a crescenti preoccupazioni circa l’aumento dei costi energetici per la Casa Bianca, che si prepara per le elezioni di metà mandato a novembre.
Il ministro del Tesoro Scott Bessent ha cercato di rassicurare il Senato, affermando: “Credo che il conflitto si concluderà e che i prezzi della benzina torneranno a livelli normali o potrebbero addirittura diminuire”. Tuttavia, secondo il Washington Post, la bonifica dello Stretto da eventuali mine potrebbe richiedere sei mesi, aumentando il rischio di rialzi dei prezzi durante la campagna elettorale.
Tucker Carlson, ex commentatore di Fox che adesso gestisce un programma di successo online, ha manifestato il suo malcontento per il supporto dato a Trump, lamentando di essere “tormentato” dalla situazione in Iran. Nel frattempo, Politico ha riferito che la Casa Bianca ha messo insieme una lista di Paesi della Nato con classifiche “buone e cattive”, esaminando modi per punire coloro che non hanno offerto supporto nella guerra contro l’Iran. Questa idea era già stata suggerita dal capo del Pentagono, Pete Hegseth, lo scorso dicembre, ma un funzionario europeo ha osservato che non esistono piani concreti su come applicare queste punizioni, suggerendo che le opzioni potrebbero avere ripercussioni più negative per gli Stati Uniti stessi.
I Paesi r appetici come Romania e Polonia potrebbero trarre vantaggio da questa situazione, poiché rimangono favoriti dal presidente Trump e potrebbero ricevere un numero maggiore di soldati come compensazione per il loro supporto.