Bruno Vespa analizza il dossier sulla legge elettorale: Meloni insiste sulla riforma nonostante i dubbi di Forza Italia

24.04.2026 03:15
Bruno Vespa analizza il dossier sulla legge elettorale: Meloni insiste sulla riforma nonostante i dubbi di Forza Italia

Roma, 23 aprile 2026 – Al di là di quello che si dice, Giorgia Meloni non ha attualmente intenzione di rinunciare alla modifica della legge elettorale. C’è un forte rischio di pareggio che potrebbe portare a un quarto governo tecnico dopo quelli di Dini, Monti e Draghi, una circostanza inusuale a livello globale, riporta Attuale.

Le simulazioni del voto

Nelle simulazioni in circolazione, Forza Italia e Lega potrebbero perdere seggi, una possibilità che alimenta le resistenze interne. Il partito di Tajani esprime perplessità, e i Fratelli d’Italia di Berlusconi potrebbero trovarsi in una situazione di pareggio, sebbene la fondatezza di tali preoccupazioni sia incerta. Silvio Berlusconi ha sempre mostrato avversione verso i governi tecnici; le sue esperienze passate con i gabinetti Dini, Letta, Monti e Draghi hanno accentuato il timore di diventare irrilevante. Tuttavia, questa volta, Forza Italia e Lega potrebbero rivelarsi decisive in entrambi i governi, sia di centrodestra che di unità nazionale. In caso di un governo misto, Fratelli d’Italia si troverebbe all’opposizione.

La domanda ora è se il partito di Berlusconi possa accettare di essere tacciato di tradimento e affrontarne le conseguenze alle prossime elezioni. La vera sfida è redigere una legge efficace che superi le obiezioni del Quirinale e che possa ottenere il sostegno dell’opposizione, dove si vocifera che Elly Schlein non sarebbe avversa alla riforma.

Un anno difficile

Qualunque sia l’esito della riforma, l’anno che ci separa dalle elezioni politiche sarà critico per il governo. La situazione economica è tutt’altro che rosea; il rapporto deficit/PIL non è sceso sotto il 3%, un dato che ha più rilevanza psicologica che reale. Tradizionalmente, questo valore sarà probabilmente corretto al ribasso tra qualche mese, quando non sarà più necessario per i conti europei. In tre anni e mezzo, il governo ha ridotto il rapporto dall’8,1 al 3,1 percento, ma Francia e Germania presentano condizioni finanziarie ben peggiori, sebbene con un debito storico molto più basso di quello italiano. Inoltre, la crisi energetica dovuta alla guerra complica ulteriormente le previsioni economiche. Giorgia Meloni ha affrontato questi temi durante una cena con i suoi colleghi europei nella recente riunione informale a Cipro. In queste circostanze, senza deroghe, l’Italia potrebbe avere difficoltà ad affrontare l’inevitabile aumento delle spese militari, un ulteriore disguido per Trump.

Il caso Solovyev

Nella nostra valutazione, anche nei momenti in cui il ponte tra Palazzo Chigi e la Casa Bianca era più efficace, l’Italia non si è mai discostata dall’Europa. Attualmente, è decisamente collegata con entrambi i piedi. È interessante notare che Vladimir Solovyev, noto conduttore pro-Putin della televisione russa, ha recentemente accusato Meloni di tradimento. Questo è significativo: alla premier italiana non viene perdonata la sua attitudine pro-Ucraina, che ha mantenuto anche quando Fratelli d’Italia era all’opposizione, un atteggiamento che non è gradito né a Mosca né a un Trump sempre più disposto a sacrificare Zelensky per i suoi piani personali.

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