Minetti: «Nessuna causa contro i genitori biologici del bambino adottato»

28.04.2026 18:55
Minetti: «Nessuna causa contro i genitori biologici del bambino adottato»

Nicole Minetti ha ribadito di non essere mai stata indagata in Uruguay né in Spagna, contraddicendo le ricostruzioni sollevate da alcuni media. L’ex consigliera regionale lombarda ha dichiarato che il percorso di adozione del bambino, seguito inizialmente da Yuria Troche, è avvenuto nel pieno rispetto della legge. «Smentisco categoricamente di aver mai intrapreso contenziosi con i genitori biologici di mio figlio, che non ho mai conosciuto», ha affermato Minetti. Ha inoltre sottolineato che tutti i passaggi, dalla fase di pre-adozione fino all’affidamento definitivo, sono stati documentati e legittimi, riporta Attuale.

Minetti: «Mai indagata in Uruguay né in Spagna»

Nella sua dichiarazione, Minetti ha criticato quella che considera una «indebita e ingiustificata esposizione mediatica» sulla sua famiglia, in particolare riguardo al figlio minore. Ha evidenziato la diffusione di «ricostruzioni false, gravemente lesive» della sua reputazione e di informazioni che, secondo la legge, non avrebbero dovuto essere rese pubbliche. Inoltre, ha ribadito di «non essere mai stata indagata né di aver mai ricevuto comunicazioni di indagini» a suo carico, né in Uruguay né in Spagna.

Parla la prima legale che ha seguito il minore adottato da Nicole Minetti

Yuria Troche, l’avvocato che ha seguito la fase iniziale del procedimento di adozione, ha confermato che la procedura in Uruguay è stata regolare. Intervistata da Fm Gente, ha assicurato che «furono rispettati tutti i requisiti legali richiesti» e ha aggiunto che per l’adozione di un minore, soprattutto se con problemi di salute, è necessario soddisfare una serie di condizioni severe. Inoltre, ha affermato che il ragazzo aveva espresso la propria volontà durante le udienze in tribunale. Troche ha riferito che Mercedes Nieto, che ha preso in carico il fascicolo, è deceduta nel 2024 in circostanze ancora poco chiare.

Precedenti penali e la rimozione al vertice dell’Inau

I genitori biologici del minore, secondo Troche, «lo avevano abbandonato molti anni prima» e non hanno risposto ai ripetuti tentativi di contatto da parte delle autorità. Tuttavia, emergono preoccupazioni poiché, all’apertura dell’iter, Nicole Minetti aveva precedenti penali, una condizione di solito esclusiva per le procedure di adozione. L’avvocato ha ammesso di non ricordare chiaramente i dettagli. Inoltre, la situazione all’interno dell’Inau, l’istituto statale per le adozioni, è complessa; a metà aprile, notizie locali hanno riportato la destituzione di Darío Moreira, responsabile delle adozioni, in relazione a queste problematiche.

Il giallo delle presunte donazioni all’istituto

Fm Gente ha sottolineato un altro punto controverso nei documenti relativi alla richiesta di grazia: Minetti e Cipriani avrebbero effettuato donazioni all’Inau. Tuttavia, l’allora direttore dell’istituto, Daniel Guadalupe, ha affermato di non essere a conoscenza di tali donazioni, chiudendo la questione con i giornalisti uruguaiani.

Come la stampa di Montevideo sta raccontando il caso

La vicenda ha catturato l’attenzione dei media di Montevideo. El País Uruguay ha descritto Minetti come «l’organizzatrice di feste di Berlusconi», associando il suo nome a una grazia concessa alla compagna di un influente imprenditore di Punta del Este. Il portale Causa Abierta ha intrecciato vari temi, come prostituzione e adozione, mentre Debate ha richiamato l’attenzione su un’inchiesta che coinvolge Cipriani con «presunti accessi irregolari di donne in Uruguay». Altri media come Genteonline e Montevideo Portal hanno dedicato ampi servizi al caso, offrendo dettagli accurati.

La madre scomparsa a Maldonado e la posizione di Roma

Tra le questioni più inquietanti, il sito Semanario La Prensa ha collegato la grazia italiana alla scomparsa, avvenuta oltre due mesi fa, di una donna a Maldonado, considerata la presunta madre biologica del bambino. Montevideo Portal ha evidenziato sia l’ordine del presidente italiano di indagare sull’iter della grazia, sia la risposta del ministero della Giustizia italiano, che ha dichiarato che «non ci sono elementi negativi nel procedimento poi scaturito nella concessione della grazia» a favore dell’ex consigliera regionale lombarda.

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