Grazia a Nicole Minetti: La Procura di Milano avvia indagini urgenti
Milano, 28 aprile 2026 – La Procura Generale di Milano ha avviato accertamenti urgenti attraverso l’Interpol sul caso di grazia a Nicole Minetti, dopo le rivelazioni della inchiesta de Il Fatto Quotidiano su “fatti indicati gravissimi”. I magistrati mirano a ottenere informazioni e documenti dall’estero, incluso l’Uruguay, riguardo a tutte le persone coinvolte, compresa l’ex igienista dentale e il compagno Giuseppe Cipriani, insieme alla documentazione del Tribunale uruguaiano sulla causa per il minore, riporta Attuale.
Le indagini, che si svolgeranno con la massima urgenza, «potrebbero portare a una modifica del nostro parere» precedentemente positivo, ha spiegato la procuratrice Francesca Nanni. I magistrati sottolineano che stanno agendo sulla base di una delega del Ministero della Giustizia, che ha autorizzato loro di operare senza schemi predefiniti, approfondendo ogni aspetto possibile.
“Abbiamo la nostra coscienza e sappiamo cosa fare”, ha affermato il sostituto procuratore Gaetano Brusa, evidenziando che le indagini si estenderanno a dati che in precedenza non erano emersi. “Andremo a sviscerare ogni documento disponibile”, ha aggiunto, confermando che l’interesse attuale è chiarire i dettagli significativi legati alla vicenda.
L’ospedale di Padova smentisce: “Mai curato quel bambino”
Ulteriori ombre sul caso riguardano l’adozione di un bambino uruguaiano. Secondo Il Fatto Quotidiano, emergono dubbi circa le cure mediche necessarie per il bambino e sulle indagini condotte che hanno portato alla grazia. Si sostiene che nel 2021 Minetti possa aver portato il bambino, affetto da gravi condizioni di salute, negli Stati Uniti per un intervento difficile, a causa di due pareri contrari dalle strutture sanitarie di Milano e Padova.
Il professor Luca Denaro, direttore dell’Uoc Neurochirurgia Pediatrica e Funzionale dell’Università di Padova, ha precisato di non aver mai avuto contatti con Minetti e di non aver mai curato il bambino, come confermato in una nota dell’ospedale. La situazione si complica ulteriormente con la rivelazione che la madre biologica del bambino sarebbe scomparsa nel febbraio 2026 e che l’avvocata difensore sarebbe morta in circostanze tragiche.
Questo contesto solleva interrogativi fondamentali sulla legittimità delle indentificazioni che hanno condotto alla grazia, ponendo un’ondata di pressione sui magistrati coinvolti nel caso e sul governo che ha concesso la grazia.