Alberto Stasi ottiene l’affidamento in prova e lascia il carcere di Bollate

13.06.2026 22:05
Alberto Stasi ottiene l'affidamento in prova e lascia il carcere di Bollate

Garlasco (Pavia), 13 giugno 2026 – “È un punto di ripartenza. E ci consente di lavorare più serenamente alla revisione”. L’avvocata Giada Bocellari, che col collega Antonio De Rensis difende Alberto Stasi, definisce così l’affidamento in prova ottenuto dal condannato, che si è sempre proclamato innocente, per l’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco il 13 agosto 2007. “Non è un automatismo – sottolinea l’avvocata – ci sono detenuti, anche noti, a cui manca un anno e non sono in semilibertà. Ci sono dei presupposti, valutati molto seriamente”, riporta Attuale..

Il parere favorevole e l’accoglimento della richiesta

Questa mattina, dopo l’udienza di venerdì, il Tribunale di sorveglianza di Milano ha notificato l’accoglimento della richiesta, sulla quale la Procura generale aveva espresso parere (non vincolante) favorevole. Non come il 9 aprile dello scorso anno, quando la stessa Procura generale aveva dato invece parere negativo e aveva pure fatto ricorso in Cassazione contro la decisione della semilibertà (poi confermata). “Non voglio darne un significato diverso e suggestivo – precisa la legale di Stasi – credo solo che ci fossero tutti i requisiti. La motivazione è collegata ai presupposti dell’ordinamento penitenziario”. Motivazione che per i giudici – l’atto nel Tg1 di stasera – sta in un comportamento “che non difetta di maturità e consapevolezza, estraneo a contesti, logiche e subculture schiettamente criminali”.

“Faremo la richiesta di revisione”

La definitiva uscita di Stasi dal carcere di Bollate non è legata all’indagine della Procura di Pavia, che per lo stesso omicidio accusa Andrea Sempio. Né il parere favorevole sarebbe legato alle carte della stessa inchiesta al vaglio della Procura generale per un’eventuale richiesta di revisione. Atto che è invece dato per certo dalla difesa del condannato: “Assolutamente confermo che faremo la richiesta di revisione – sottolinea Bocellari – anzi, la decisione è ancor più rafforzata di prima”. Entro l’estate? “È un atto tecnico complesso – risponde la legale – occorre tempo per studiare tutti gli atti. Potremmo riuscirci prima dell’estate o si potrebbe andare dopo. Un mese in più o in meno non cambia, perché un conto è avere l’assistito in carcere, anche se semilibero, ora l’affidamento in prova ci consente di lavorare più serenamente.”

L’obbligo di residenza e l’autorizzazione per uscire dalla Lombardia

Più serenità per i legali ma soprattutto per l’ormai ex detenuto, anche se resta il fine pena al 2028. Ieri mattina Alberto Stasi, che stava già usufruendo di una licenza, è tornato a Bollate, per sbrigare le pratiche e i saluti (lasciando al compagno di cella alcuni beni, come un frigorifero e un ventilatore), nel carcere in cui si era costituito il 12 dicembre 2015 dopo la sentenza di condanna a 16 anni. Dalla fine del gennaio 2023 era ammesso al lavoro esterno e dall’11 aprile del 2025 era in semilibertà. Ora l’affidamento in prova gli consente di essere praticamente libero, pur con prescrizioni come l’obbligo di residenza (ha preso casa a Milano) con orari precisi di rientro, l’impegno di mantenere l’attività lavorativa e il divieto di frequentare pregiudicati. “Può muoversi nella regione – conferma l’avvocata – se vuole uscire dalla Lombardia deve chiedere autorizzazioni. Non è un fine pena ma la fuoriuscita dal carcere è un passaggio importante, psicologicamente ti cambia la vita.” Una vita lontana da Garlasco. Ieri Stasi ha passato la giornata con la madre, Elisabetta Ligabò, senza rimettere piede nel paese del caso Poggi.

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