Rimosso il nome di Donald J. Trump dal John F. Kennedy Center di Washington

13.06.2026 22:05
Rimosso il nome di Donald J. Trump dal John F. Kennedy Center di Washington

Rimozione del nome di Trump dal Kennedy Center dopo una sentenza giudiziaria

All’alba di oggi, un gruppo di operai ha rimosso il nome di Donald J. Trump dalla facciata del John F. Kennedy Center for the Performing Arts di Washington, con qualche ora di ritardo a causa del maltempo. La decisione segue una sentenza del giudice Christopher R. Cooper, il quale ha stabilito che l’intestazione del prestigioso centro culturale poteva essere modificata solo mediante un’apposita legge approvata dal Congresso, riporta Attuale.

La rimozione del nome di Trump avviene in un contesto di controversie legali e politiche. L’attuale presidente aveva voluto che il suo nome fosse associato a quello di JFK, aggiungendo una nota personale all’istituzione. Tuttavia, la deputata democratica dell’Ohio, Joyce Beatty, ha contestato tale decisione, portando la questione in tribunale e ottenendo una sentenza che ha ordinato la rimozione delle lettere del nome di Trump che erano state apposte sull’edificio meno di sei mesi fa.

Durante le operazioni di rimozione, una piccola folla si è radunata davanti all’impalcatura, incitando gli operai con slogan come «take it down!». Tra i presenti era presente anche la deputata Beatty, che ha commentato la vittoria ottenuta contro ciò che ha definito un’eccessiva ostentazione. Domani, Trump celebrerà il suo ottantesimo compleanno, mentre questo evento rappresenta un netto ridimensionamento della sua figura all’interno del panorama culturale americano.

Il giudice Cooper, in un’altra sentenza emessa il 29 maggio, aveva anche bloccato la chiusura del Kennedy Center, che Trump aveva pianificato per avviare lavori di ristrutturazione. Secondo il board dell’istituzione culturale, il rinvio dell’esecuzione del piano di ristrutturazione era essenziale per affrontare gravi problemi strutturali che minacciavano la sicurezza dell’edificio. Il tentativo del consiglio di rimanere operativo è stato dunque ostacolato dalla sentenza del tribunale, aprendo la strada a un futuro incerto per il tristemente celebre progetto di trasformazione del centro.

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