Il governo italiano dà priorità al “salario giusto” nel nuovo decreto
Roma, 29 aprile 2026 – “Sono contento che sia stata ripresa una nostra battaglia”. L’onorevole Maurizio Lupi, presidente del partito Noi Moderati, ha espresso soddisfazione per la decisione del governo di adottare il “decreto Primo Maggio” che promuove il “salario giusto” anziché il “salario minimo”, come richiesto dalle opposizioni, riporta Attuale.
La nuova misura offre protezione ai lavoratori?
“Da tempo sosteniamo che il salario minimo non risolve il problema. Il cuore della questione è la contrattazione collettiva, un’alleanza tra imprese e lavoratori, e il decreto approvato si muove in questa direzione. Con la decontribuzione e la defiscalizzazione, gli imprenditori avranno motivi per applicare il salario giusto. È l’economia sociale di mercato”, ha dichiarato Lupi.
Una misura a termine: come si evitano le ricadute per i lavoratori?
“Attraverso una buona politica. Negli ultimi quattro anni, abbiamo dimostrato che i precari sono diminuiti di 550.000 unità, mentre gli occupati sono aumentati di 1,2 milioni. Quando le riforme funzionano, anche i governi futuri possono mantenerle. Abbiamo reso la riduzione del cuneo fiscale una misura strutturale e rinnovato dopo 12 anni il contratto dei docenti, aumentando gli stipendi di 415 euro netti al mese”, ha aggiunto.
Qual è la posizione sulla proposta di bilancio della Lega?
“Non possiamo permettere all’Italia di uscire dal Patto di Stabilità, ma possiamo convincere l’Europa della necessità di condizioni eccezionali. Durante la pandemia, l’Europa mostrò rigidità verso l’Italia, ma quando il problema si rivelò continentale, le cose cambiarono, e fu creato un debito pubblico europeo. In questa fase di chiusura dello Stretto di Hormuz, è giusto che l’Europa consideri derroghe per supportare la crescita e le famiglie”, ha affermato Lupi.
Gli incentivi fiscali sono sufficienti per le aree vulnerabili del Paese?
“Ci sono ancora sfide significative da affrontare nella digitalizzazione e nell’ammodernamento. La Zes è stata ampliata a Marche e Abruzzo. Da milanese, potrei essere preoccupato per la crescita del Sud rispetto al Nord, ma ciò che giova al Sud è un beneficio anche per il Nord e l’Italia nel complesso. Le infrastrutture non riguardano solo autostrade e porti, ma anche quelle digitali. Un Paese moderno deve investire in queste”, ha detto Lupi.
La maggioranza è divisa sulla questione del bilancio secondo le opposizioni?
“Giuseppe Conte, l’avvocato del popolo, offre lezioni di buona governance, ma dovrebbe ricordare che quando era premier, ha introdotto il Superbonus al 110%, che nel bilancio 2025 è costato 8,4 miliardi di euro. Ci si può chiedere cosa avremmo potuto realizzare con quella somma, abbassando l’Irpef o aumentando i salari”, ha concluso Lupi.