Il decreto sicurezza diventa legge, approvato con 162 voti alla Camera nonostante le tensioni

25.04.2026 10:15
Il decreto sicurezza diventa legge, approvato con 162 voti alla Camera nonostante le tensioni

Il consiglio dei ministri approva la nuova legge sicurezza

Il Consiglio dei ministri ha approvato la conversione dell’ultimo decreto sicurezza, superando le tensioni con l’opposizione e le evocazioni della Resistenza. Il voto finale, avvenuto poco dopo le 12, ha visto 162 voti favorevoli, 102 contrari e un astenuto. Le lunghe sedute parlamentari, forzate dall’opposizione, hanno caratterizzato le ultime serate. Durante la ripresa dei lavori questa mattina, le opposizioni hanno intonato “Bella ciao”, battendo le mani e mostrando la Costituzione, riporta Attuale.

L’intervento di apertura è stato di Riccardi Ricciardi del Movimento 5 Stelle, che ha augurato “buon 25 aprile”, citando i luoghi della Resistenza. Gli interventi dei parlamentari, sia dell’opposizione che della maggioranza, hanno fatto riferimento alla Festa di Liberazione e agli eventi storici legati, culminando con un coro dell’Inno di Mameli prima del voto.

Tuttavia, lo spettacolo non ha incontrato il favore di Matteo Salvini. Il leader della Lega ha scelto di rimanere in silenzio, non alzandosi nemmeno per l’inno nazionale: “Siamo qui per il decreto sicurezza, non per un festival canoro. Rispetto l’inno nazionale, ma quelli cantano Bella ciao, mi sembra una mancanza di rispetto”.

La correzione del decreto

Nel pomeriggio, dopo il voto, il Consiglio dei ministri è stato convocato per correggere la nuova legge sulla sicurezza, in particolare la parte che prevede un compenso di 615 euro per gli avvocati che assistono migranti rimpatriati. La nuova formulazione stabilisce che l’istruttoria sarà ricompensata anche se il rimpatrio non dovesse avere esito positivo.

Il dibattito sulla «pratica completata»

Una delle questioni più controverse all’ordine del giorno è stata la definizione di quando avverrà effettivamente il pagamento da parte dello stato di 615 euro a migrante. Non sarà più il “rimpatrio avvenuto” a dare il via al pagamento, a seguito di un intervento del Quirinale, ma la conclusione della pratica che dovrà comunque aver dato esito positivo.

Come spiegato in una nota di Palazzo Chigi, sono state rimosse le parti del testo che menzionavano il Consiglio Nazionale Forense, che doveva collaborare con il Ministero dell’Interno per i programmi di rimpatrio volontario assistito. La nuova norma prevede che il Ministro dell’Interno stabilisca i criteri per l’individuazione dei rappresentanti per l’assistenza al rimpatrio e per la corresponsione del compenso.

Il messaggio sui social di Meloni

Dopo la ratifica del Cdm, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in rientro da Cipro, ha condiviso un messaggio sui social per sottolineare i progressi della legge sulla sicurezza, la quinta approvata dal suo governo: “Con l’approvazione definitiva del Decreto Sicurezza, il Governo compie un altro passo concreto per rafforzare la tutela dei cittadini, difendere chi indossa una divisa e affermare con chiarezza un principio semplice: in Italia la legalità non è negoziabile”.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere