Le elezioni amministrative in Italia: un test cruciale per il centrosdestra
Roma, 19 maggio 2026 – Le elezioni amministrative si avvicinano e il clima nel centrodestra si fa teso. Le prospettive per la coalizione non sono ottimistiche: la riconferma a Venezia sembra improbabile, mentre anche Arezzo, Prato e Chieti si annunciano sfide ardue. A Salerno, l’ex governatore Vincenzo De Luca si candida nuovamente come sindaco, presentandosi come indipendente, ma chiaramente vicino al centrosinistra. In Messina, potrebbe tornare l’ex sindaco Federico Basile. Al contrario, i pronostici sono favorevoli solo a Reggio Calabria. Questo scenario genera preoccupazione all’interno della coalizione, riportano Attuale.
Inevitabilmente, l’atmosfera pre-elettorale compromette il dibattito sulle riforme. L’opposizione ha già bloccato la proposta di nuova legge elettorale presentata dalla maggioranza, le cui audizioni alla Camera, in commissione Affari Costituzionali, si concluderanno domani. “Solo un governo chiuso nel palazzo da tre anni può pensare che questa sia la priorità per gli italiani che non arrivano a fine mese e rinunciano a curarsi”, afferma Elly Schlein. Anche il capo dei deputati pentastellati Riccardo Ricciardi si esprime duramente, definendo “risibile” occuparsi di legge elettorale mentre la crisi energetica si intensifica e “Trump e Netanyahu bombardano l’Iran”. La strategia di ostruzionismo si fa chiara, con proposte di emendamenti soppressivi.
Tuttavia, non tutte le forze di minoranza si oppongono senza dialogare. Da via della Scrofa, è emerso che partiti come Azione, Svp e i valdostani autonomisti hanno cercato un confronto produttivo, presentando proposte di miglioramento. Questa volontà di dialogo è stata confermata dal recente incontro tra Carlo Calenda e Giorgia Meloni a Palazzo Chigi. Accettando l’invito della premier a collaborare, Calenda cerca di differenziarsi dal resto del centrosinistra affrontando temi economici, con l’obiettivo di trattare anche la riforma delle regole elettorali. Tuttavia, l’esito di questa intesa rimane incerto. Fratelli d’Italia punta a far approvare la legge prima della pausa estiva, come sottolinea Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione, cercando un difficile equilibrio in un contesto politico frenetico.
Parallelamente, all’interno della maggioranza si discute l’importante questione delle nomine, tema rimasto irrisolto. I leader della coalizione non sono riusciti a trovare un accordo su tre nomine cruciali durante il vertice di ieri a Palazzo Chigi, che si è chiuso senza risultati concreti. Giorgia Meloni, i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, insieme al leader di Noi Moderati Maurizio Lupi, hanno abbandonato la riunione dopo soli dieci minuti, a causa di imprevisti e ritardi.
Tra i dossier chiave ci sono Rai, della quale si parla di pressioni da parte della famiglia Berlusconi per ritirare la candidatura di Simona Agnes alla presidenza, offrendo in cambio il ruolo di direttore generale a Roberto Sergio. Sono ancora in corsa Luisa Todini e Davide Desario. Per quanto riguarda Consob, l’uscita di Paolo Savona ha riacceso le discussioni sulla candidatura di Federico Cornelli, mentre avanza anche l’economista Donato Masciandaro, presente a Palazzo Chigi. Infine, per l’Antitrust, Ignazio La Russa sostiene la candidatura di Giuseppe Valentino, concludendo un incontro caratterizzato da veti incrociati. Il risultato di tali veti è atteso: la fumata nera pare inevitabile, lasciando Consob, Rai e Antitrust senza leader.