Il governo italiano minaccia di ritirarsi dal progetto Safe
Il governo italiano, guidato dalla premier Giorgia Meloni, ha inviato una lettera alla Commissione europea annunciando la possibilità di ritirarsi dal progetto Safe, relativo all’acquisto di armi con prestiti agevolati. Questa mossa, se attuata, potrebbe comportare un significativo taglio degli investimenti chiave, comprendenti dallo scudo antimissile alle costellazioni spaziali, riporta Attuale.
In particolare, la Meloni ha richiesto l’attivazione delle clausole di salvaguardia per consentire all’Italia di aumentare le spese per l’energia, così come previsto dai fondi per le armi nel piano Safe. Tuttavia, secondo un portavoce della Commissione europea, i margini di flessibilità fiscale in materia di energia sono ridotti. “In questa fase, l’attenzione è rivolta all’utilizzo dei finanziamenti Ue già disponibili, che sono notevoli”, ha affermato la portavoce, chiarendo che non si trattava di un commento specifico sulla lettera inviata dall’Italia.
Le previsioni economiche e l’Eurogruppo
Giovedì prossimo, l’Italia attende le previsioni economiche della Commissione, che potrebbero rivelare un impatto contenuto del conflitto in Iran sull’economia nazionale. Il giorno successivo, si svolgerà l’Eurogruppo a Cipro, dove si riuniranno i ministri Ue dell’Economia e delle Finanze. Qui, il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, mira a difendere la posizione italiana, un obiettivo già fonte di tensioni con Crosetto.
Fino alla fine della settimana, le trattative per ottenere maggiore flessibilità dall’Unione Europea proseguiranno, nel contesto di un progetto di sostegno all’acquisto di armamenti la cui scadenza sarebbe fissata al 22 maggio.
Rischi per gli acquisti di sistemi di difesa
Senza il prestito previsto di 14,9 miliardi di euro, l’Italia potrebbe decidere di rinviare o cancellare determinati acquisti di armamenti, che sono essenziali per incrementare gli investimenti in difesa dal 2% al 3% del PIL. II programma Safe prevede prestiti agevolati solo per i progetti di sviluppo redatti congiuntamente da almeno due paesi europei; per questo motivo, l’Italia sta puntando su iniziative collaborative già in fase operativa con partner Ue.
Un esempio di questo è il sistema anti-missile italo-francese SAMP-T. Attualmente, l’Italia ha un sistema operativo e uno è stato fornito all’Ucraina. È associato al missile antiaereo Astra, la cui produzione è stata aumentata dopo i trasferimenti all’Ucraina.
Piani per un nuovo sistema satellitare
Tra le altre iniziative, il ministro Guido Crosetto ha in programma uno sistema satellitare in orbita bassa per competere con Starlink di Elon Musk. Questo progetto, in collaborazione con la tedesca Rehinmetall, Leonardo e Thales francese, è tra le priorità da finanziare con Safe. Inoltre, l’Italia punta a sviluppare protezioni sottomarine, cruciali per la sicurezza delle forniture strategiche, in cui il paese vanta capacità avanzate.
L’idea principale è destinare i fondi di Safe principalmente a sistemi difensivi che proteggono le infrastrutture, sottolineando che il debito non deve essere utilizzato per armi offensive, ma per garantire la sicurezza complessiva del paese. Tuttavia, la crisi economica in corso potrebbe limitare il consenso tra elettori e la stessa premier Meloni.