Parlamento europeo approva delega di voto per eurodeputate in gravidanza, Vannacci unico a opporsi

02.05.2026 19:35
Parlamento europeo approva delega di voto per eurodeputate in gravidanza, Vannacci unico a opporsi

Il Parlamento Europeo approva la delega del voto per eurodeputate in gravidanza

Roma, 2 maggio 2026 – Durante l’ultima plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo, il 29 aprile, i deputati hanno adottato una misura significativa per la parità di genere nelle istituzioni europee: la revisione dell’atto elettorale dell’Ue che consente alle eurodeputate in gravidanza di delegare il proprio voto prima e dopo il parto, riporta Attuale. La riforma è passata con 616 voti favorevoli, 24 contrari (tra cui il generale Roberto Vannacci, unico italiano a votare “no”) e 8 astensioni, modificando la regola che richiedeva il voto in presenza e introducendo un’eccezione temporanea: una deputata potrà trasferire il proprio voto a un collega fidato fino a tre mesi prima della data prevista del parto e fino a sei mesi dopo.

“Un anno e mezzo fa mi è stato impedito, a un mese dal parto, di intervenire online per fare una domanda al candidato vicepresidente della commissione”, ha dichiarato Cristina Guarda, europarlamentare di Europa Verde. “Da quel momento è iniziata una grande battaglia per riconoscere il diritto delle donne di gestire le loro vite familiari e lavorative”. Il voto rappresenta qualcosa di più ampio. “Le ingiustizie all’interno delle istituzioni si riflettono nei territori, quindi dobbiamo essere consapevoli delle migliaia di donne costrette ogni giorno a rinunciare al lavoro o al loro equilibrio di vita. Nessuna donna deve più essere lasciata indietro. Di questa revisione si discuteva dagli anni ’90, e finalmente si è arrivati all’attuazione nel 2026. È davvero un gran peccato, perché avrei potuto vivere serenamente la mia gravidanza e non avere problemi a pensare a un secondo figlio”.

La misura è stata concepita per rafforzare la parità di genere, la rappresentanza democratica e l’equilibrio tra vita privata e mandato politico. “Sono orgogliosa del lavoro del Parlamento”, ha commentato la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola, che ha avviato la riforma, evidenziando che si tratta di “un passo importante verso un’istituzione più moderna ed equa”. Metsola ha promesso di continuare a lavorare con gli Stati membri per agevolare la ratifica, affinchè le modifiche possano presto giovare alle deputate.

Il relatore Juan Fernando López Aguilar (S&D, Spagna) ha definito il voto “storico”. La versione finale della riforma incorpora le richieste del Consiglio riguardo a trasparenza, responsabilità, integrità e tracciabilità del voto, lasciando al regolamento interno del Parlamento la definizione delle modalità tecniche. L’obiettivo è chiaro: tutelare la natura personale del mandato, senza costringere i rappresentanti eletti a rinunciare alle loro funzioni a causa della maternità. L’atto elettorale riveduto dovrà ora essere formalmente adottato dal Consiglio e ratificato in tutti i Paesi Ue secondo le loro procedure costituzionali, avviando un processo che potrebbe rendere la delega del voto in caso di maternità una pratica concreta per le future assemblee europee.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere