Indagini sulla profanazione del cadavere di Pamela Genini: Francesco Dolci interrogato dai carabinieri
Questa mattina, intorno alle 11, Francesco Dolci, 41 anni, è giunto alla caserma del comando provinciale dei carabinieri di Bergamo. Accompagnato dal suo avvocato, Eleonora Prandi, è stato ricevuto dal pm Mancusi, titolare del fascicolo. L’interrogatorio di ieri potrebbe rappresentare un punto di svolta nelle indagini riguardanti la profanazione del cadavere di Pamela Genini, avvenuta al cimitero di Strozza (Valle Imagna). Dolci, già indagato per profanazione e vilipendio di cadavere della 29enne, uccisa a Milano dall’ex fidanzato Gianluca Soncin, ha risposto a tutte le domande prima di lasciare la caserma verso le 18, riporta Attuale.
I carabinieri e il pm hanno subito effettuato una perquisizione presso l’abitazione di Dolci a Sant’Omobono, che è proseguita fino a sera. Fin dall’inizio, su di lui sono emersi ombre e sospetti, alimentati dalle sue numerose apparizioni in televisione e dalle dichiarazioni, per ora senza riscontri concreti. Le indagini si sono focalizzate su quanto raccolto dagli investigatori, compresi i testimoni e le immagini delle telecamere nei giorni precedenti al 23 marzo, data in cui è stata scoperta la profanazione.
Dopo l’interrogatorio, Dolci ha dichiarato ai giornalisti: “Non so a chi ho pestato i piedi, vogliono tapparmi la bocca”, mentre sua madre, disperata, lo ha difeso affermando: “Mio figlio è innocente”. Le abitazioni coinvolte nelle indagini sono due: quella spesso apparsa in televisione e quella dei genitori di Dolci. La perquisizione è stata interpretata come un tentativo di dare una svolta decisiva all’inchiesta.
Dalle informazioni finora emerse, Dolci e Pamela si conoscevano dal 2019 e affermava che la loro fosse stata prima una relazione sentimentale e poi una semplice amicizia. Prima di recarsi al comando provinciale, Dolci aveva fatto tappa alla caserma di Almenno San Salvatore per depositare del materiale. Nelle ultime settimane, ha costantemente collegato la profanazione a brutti giri in cui, a suo dire, era finita Pamela. È emersa anche l’importanza delle fotografie scattate dal 41enne al loculo, che avrebbe fatto per documentare le manomissioni e la trascuratezza della lapide provvisoria.
Francesco Donadoni