Pussy Riot e Femen protestano a Venezia: “Non è arte, ma propaganda”

07.05.2026 06:15
Pussy Riot e Femen protestano a Venezia: "Non è arte, ma propaganda"

Proteste contro la Russia alla Biennale di Venezia

Fumogeni blu e gialli hanno animato la protesta organizzata ieri mattina ai Giardini della Biennale di Venezia, dove le Pussy Riot si sono unite a diversi manifestanti per contestare la partecipazione russa alla 61ª Esposizione Internazionale d’Arte. In un’azione visivamente incisiva, caratterizzata da passamontagna fucsia e slogan contro Putin, il collettivo punk-rock russo ha evidenziato la situazione di guerra in Ucraina e la repressione artistica, riporta Attuale.

Il blitz delle Pussy Riot è stato interrotto dall’intervento delle forze di polizia, che sono intervenute poche ore prima dell’inaugurazione del padiglione russo, presieduta dall’ambasciatore A.V. Paramonov. In un post su Facebook, Paramonov ha criticato aspramente l’Unione Europea, affermando: “C’è qualcosa di veramente morboso e irrazionale nell’ossessione dell’Ue di perseguitare la cultura e l’arte russa attraverso sanzioni e ogni tipo di restrizione”. Ha lamentato che la leadership italiana e la Direzione della Biennale siano diventate vittime di pressioni intollerabili da parte di funzionari europei, descrivendoli come “burocrati grigi e senza volto”.

Le manifestazioni di protesta si sono intensificate durante l’inaugurazione, con un imponente spiegamento di polizia per contenere i manifestanti muniti di bandiere ucraine, i quali hanno lanciato slogan come “Russia Stato terrorista”. La tensione è salita anche all’interno del padiglione russo quando un giovane ha lanciato il contenuto di una bottiglia di latte verso il pubblico, ma è stato subito fermato. Contestualmente, si è svolta un’altra protesta, promossa da “Art Not Genocide Alliance”, contro il padiglione israeliano, con i manifestanti che si sono radunati con striscioni che recitavano “Stop genocide” e “No artwashing genocide”.

Nel frattempo, mentre i visitatori della preview affrontavano attese di oltre un’ora sotto la pioggia per accedere alla Biennale curata da Koyo Kouoh, intitolata “In Minor Keys”, sono emerse ulteriori defezioni significative. È stato comunicato che il regista russo Alexander Sokurov e la scrittrice e architetta palestinese Suad Amiry “non parteciperanno per indisponibilità dell’ultima ora” alle serate della Biennale della Parola-Il dissenso e la pace.

Olga Mugnaini

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