Protesta di Pussy Riot e Femen al padiglione russo della Biennale di Venezia

06.05.2026 12:55
Protesta di Pussy Riot e Femen al padiglione russo della Biennale di Venezia

Protesta delle Pussy Riot e delle Femen alla Biennale di Venezia contro il padiglione russo

Venezia, 6 maggio 2026 – Blitz delle Pussy Riot questa mattina ai Giardini della Biennale di Venezia per protestare contro l’apertura del padiglione russo. Insieme alle attiviste russe anti-Putin, qualche centinaio di manifestanti ha aderito a gruppi e movimenti vicini ai dissidenti russi che si battono contro la repressione culturale. Oltre a gridare slogan contro Putin e il suo regime, i manifestanti hanno lanciato fumogeni con i colori della bandiera ucraina. La manifestazione – a quanto apprende l’Adnkronos – non avrebbe causato danni, riporta Attuale.

Le Pussy Riot hanno guidato la protesta insieme alle Femen: una ventina di persone si sono riunite in un sit-in, con il volto travisato da passamontagna di color rosa, durato circa un quarto d’ora. Durante questo periodo, sono stati accesi fumogeni di color giallo e blu, mentre venivano sventolate bandiere dell’Ucraina e lanciati slogan contro la Russia, anche attraverso cartelli esposti davanti al padiglione. La situazione è rimasta tranquilla e la Digos ha tenuto a bada le dimostranti senza registrare alcun incidente.

Le Pussy Riot, il collettivo punk rock russo noto per il loro arresto in Russia con l’accusa di ‘teppismo e istigazione all’odio religioso’, avevano preannunciato la protesta alla quale si sono unite le Femen, il movimento femminista di protesta ucraino fondato a Kiev nel 2008 da Oksana Šačko, Hanna Hutsol e Inna Shevchenko. Inizialmente era stato dato appuntamento ai giornalisti in un’altra zona di Venezia, ma non si sono presentate. Con un diversivo, hanno compiuto il blitz al padiglione russo, azione bloccata poi dall’intervento della polizia, che non si è lasciata ingannare dal depistaggio.

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