Attentato a Sigfrido Ranucci, arrestato Valter Lavitola per organizzazione dell’azione a Pomezia

11.08.2026 05:55
Attentato a Sigfrido Ranucci, arrestato Valter Lavitola per organizzazione dell'azione a Pomezia

Attentato a Sigfrido Ranucci: Lavitola arrestato per presunto coinvolgimento

Valter Lavitola è stato arrestato con l’accusa di aver orchestrato l’attentato contro il conduttore di Report, Sigfrido Ranucci, avvenuto a Campo Ascolano. Contestualmente, la procura di Roma ha emesso un ordine di arresto per Gomes Clesio Tavares, un cittadino camerunense attualmente latitante, che non può essere estradato in Italia. Insieme a loro, i campani Antonio Passariello, Pellegrino D’Avino, Saverio Mutone e Marika De Filippis sono accusati di aver materialmente effettuato l’attentato, mentre Luca Amato è indagato a piede libero, riporta Attuale.

L’ORDINANZA La giudice Iole Moricca ha evidenziato che Lavitola avrebbe organizzato l’attentato per accrescere la popolarità di Ranucci e promuovere la sua carriera politica, affermando che il giornalista non fosse complice nel piano. “Più volte” Lavitola ha sostenuto che se lui fosse stato il mandante, Ranucci sarebbe stato d’accordo, affermazione tuttavia smentita dalle indagini, che non hanno trovato prove a sostegno di tali dichiarazioni. In conversazioni private, Lavitola ha lodato il conduttore, sostenendo che potesse diventare presidente in due anni, nel tentativo di associarsi alla sua carriera.

L’ACCUSA Secondo l’accusa, Gomes sarebbe stato il tramite tra Lavitola e la banda che ha perpetrato l’attentato del 16 ottobre 2024, utilizzando un ordigno esplosivo che ha danneggiato le auto di Ranucci e il cancello della sua abitazione. Lavitola sarebbe stato colui che ha progettato l’attentato, incaricando Gomes di trovare gli esecutori e di condurre sopralluoghi. Il ruolo di Gomes è critico; attualmente risulta in fase di rintraccio e si sospetta che abbia reclutato gli autori materiali dell’attentato. La misura cautelare è stata emessa dal gip nell’ambito di un’inchiesta diretta dal procuratore Francesco Lo Voi, che ha evidenziato il coinvolgimento di più di cinque persone nell’azione criminosa.

L’AVVOCATO: “RANUCCI VITTIMA” Le accuse si basano su un’analisi dettagliata delle comunicazioni telefoniche, tracciamento dei veicoli e analisi dei cellulari degli indagati, che hanno smentito i tentativi di costruire alibi difensivi. Roberto De Vita, legale di Ranucci, ha sottolineato la gravità dell’attentato, auspicando che vengano chiariti movente e contesto. Mentre l’autorità giudiziaria riconosce Ranucci come vittima, alcuni esponenti politici e giornalisti avvertono che l’attentato potrebbe essere strumentalizzato per delegittimare il lavoro di Report e dei suoi reporter.

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