In Brasile il presidente Lula propone di ridurre la settimana lavorativa a cinque giorni

07.05.2026 15:55
In Brasile il presidente Lula propone di ridurre la settimana lavorativa a cinque giorni

Brasile: Lula propone la riduzione della settimana lavorativa a cinque giorni

Il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva ha avanzato una proposta legislativa per la riduzione della settimana lavorativa da 44 a 40 ore, conseguendo così una transizione da sei a cinque giorni lavorativi. Attualmente, un terzo dei contratti di lavoro in Brasile prevede sei giorni di lavoro e uno di riposo. Questo intervento si inserisce nel contesto degli sforzi di Lula per rafforzare il proprio consenso in vista delle elezioni presidenziali di ottobre, a cui si è ricandidato nonostante i suoi consensi siano ai minimi storici, riporta Attuale.

Denominata riforma 6×1, la proposta del governo potrebbe impattare 37 milioni di lavoratori, di cui 15 milioni beneficerebbero di un giorno addizionale di riposo. La popolazione brasiliana è di circa 213 milioni, con circa 147 milioni in età lavorativa.

La riforma ha trovato un ampio supporto popolare, con il 71% degli intervistati favorevoli, secondo un recente sondaggio. Tuttavia, diversi settori economici si sono mostrati scettici, temendo che l’iniziativa possa aumentare il costo orario del lavoro.

Nonostante il sostegno popolare, l’approvazione della riforma nel parlamento brasiliano non è garantita, poiché la coalizione di Lula non ha una maggioranza stabile. Negli ultimi tempi, il governo ha subito alcune sconfitte significative, alimentando discussioni tra gli esperti su una potenziale crisi del sistema politico.

Un episodio emblematico si è verificato giovedì scorso, quando entrambe le camere hanno raggiunto la maggioranza necessaria per annullare il veto imposto da Lula su una legge che ridurrebbe la pena del suo predecessore Jair Bolsonaro, già condannato a oltre 27 anni di carcere per un tentato colpo di stato nel 2022. Questa legge, frutto di un compromesso tra partiti di estrema destra e centrali, era stata approvata a dicembre.

Parallelamente, il Senato ha bocciato la nomina di un nuovo giudice della Corte Suprema proposta da Lula, evento senza precedenti dal 1894. La scelta di Lula, legata a Jorge Messias, è stata considerata da subito un errore, data l’insufficiente base di sostegno per la candidatura.

È un momento critico: se il Senato non approverà un nuovo giudice entro la fine dell’anno, il prossimo presidente avrà la possibilità di nominare fino a quattro nuovi membri, cambiando potenzialmente gli equilibri all’interno di un’istituzione che ha avuto un’influenza significativa sulla politica brasiliana negli ultimi anni. Attualmente, la Corte Suprema conta 11 giudici, senza scadenze di mandato stirttamente definite.

La riforma della settimana lavorativa rappresenta anche un tentativo di Lula, ex sindacalista, di mobilitare la sua base tradizionale di sinistra in preparazione delle presidenziali. Un altro tentativo è l’introduzione di misure per consentire a chi ha debiti di ottenere più tempo per ripagarli, applicabili a fasce di reddito fino a cinque volte il salario minimo, già attuate in questo mandato.

Lula ha cercato di alternare misure popolari con appelli a votare contro l’alternativa dell’estrema destra al potere. Secondo alcuni commentatori, questa strategia ha funzionato nel 2022 contro Bolsonaro, ma risulta più rischiosa oggi, dato che l’allora avversario non si può ricandidare. Al suo posto, il figlio Flávio Bolsonaro si presenta come candidato, attualmente in testa nei sondaggi, alle prese con Lula.

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