Interpol non ravvisa elementi per cambiare la grazia a Nicole Minetti, proseguono le indagini a Milano

07.05.2026 15:45
Interpol non ravvisa elementi per cambiare la grazia a Nicole Minetti, proseguono le indagini a Milano

Le verifiche preliminari all’estero non hanno evidenziato elementi tali da modificare il giudizio che ha portato alla concessione della grazia al Quirinale, riporta Attuale.

Le prime risposte ricevute dalla Procura generale di Milano attraverso Interpol, a seguito di accertamenti supplementari condotti in Uruguay e Spagna sulla grazia concessa a Nicole Minetti, non hanno finora rivelato dati sufficienti per capovolgere la valutazione favorevole espressa lo scorso febbraio. Secondo l’ANSA, l’istruttoria integrativa è ancora aperta e i magistrati milanesi stanno aspettando ulteriori riscontri nei prossimi giorni.

Chi sta seguendo l’istruttoria a Milano

Il caso è sotto la supervisione della procuratrice generale Francesca Nanni e del sostituto pg Gaetano Brusa. Se dalle verifiche fosse emerso immediatamente qualcosa in grado di rovesciare il giudizio attuale, l’ufficio avrebbe immediatamente informato il ministero della Giustizia. Finora, tuttavia, questo non è avvenuto, e da via Freguglia insistono sul fatto che le indagini non sono concluse: solo a quadro completo i magistrati decideranno se confermare o rivedere il parere, qualora emergesse un elemento «ostativo».

Cosa hanno detto finora le verifiche di Interpol

Una prima informativa inviata nei giorni scorsi ha rivelato un dato importante: né Minetti né il suo compagno hanno precedenti penali, denunce o indagini in corso per favoreggiamento della prostituzione, né in Uruguay né in Spagna. Questa informazione, al momento, non fornisce elementi per modificare la posizione iniziale della Procura generale.

Il conto con la giustizia per il caso Ruby bis e il Pirellone

È importante ricordare che Minetti avrebbe dovuto scontare una pena di 3 anni e 11 mesi in affidamento ai servizi sociali per favoreggiamento della prostituzione nel contesto del filone Ruby bis e per peculato, connesso alle famose «spese allegre» al Pirellone. È su questa condanna che è stata concessa la grazia ora oggetto di analisi da parte dei magistrati milanesi.

Adozione a Boston e «volontà di riscatto»: i nodi ancora aperti

Le verifiche affidate a Interpol riguardano anche il benessere del bambino e lo stile di vita di Minetti e di Giuseppe Cipriani. La prima questione concerne la regolarità della procedura di adozione di un bambino malato curato a Boston, negli Stati Uniti. La seconda riguarda la reale volontà di Minetti di ripartire dopo il passato, dimostrando quella «seria volontà di riscatto sociale» che è rilevante per le valutazioni sulla clemenza. Solo quando il quadro sarà completo, la Procura generale formalizzerà il parere definitivo, destinato al ministero della Giustizia e poi al Quirinale.

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