Rivelazioni sul suicidio di Jeffrey Epstein: un biglietto inquietante riemerge
Un giudice federale degli Stati Uniti ha reso pubblico un biglietto che, secondo una testimonianza di un ex compagno di cella, Jeffrey Epstein avrebbe scritto prima della sua morte in carcere, avvenuta nel 2019. L’ex compagno di cella, Nicholas Tartaglione, sostiene di aver scoperto il documento dopo che Epstein fu trovato privo di sensi con un tessuto attorno al collo. Sebbene Epstein sia stato salvato in quell’occasione, è deceduto qualche settimana dopo, con le autorità che hanno attestato il caso come un suicidio, riporta Attuale.
Jeffrey Epstein, noto consulente finanziario, era al centro di uno scandalo internazionale di sfruttamento sessuale e tratta di minori. La sua morte ha sollevato numerosi interrogativi e teorie di complotto, specie a causa delle circostanze ambigue legate al suo decesso. Il biglietto rappresenta un potenziale elemento di chiarezza in un caso caratterizzato da enormi controversie.
Il biglietto, pubblicato dal New York Times, non è stato verificato in modo indipendente come autentico. Tuttavia, presenta frasi tipiche utilizzate da Epstein in precedenti comunicazioni, suscitando dubbi sull’autenticità della sua morte. Tartaglione afferma che i suoi avvocati hanno confermato l’autenticità del documento attraverso periti grafologi. Il contenuto del biglietto riflette il malessere di Epstein e il suo desiderio di porre fine alla propria vita, affermando che gli sono state fatte indagini per mesi senza risultati.
La nota è scritta a mano su un comune foglio a righe e mostra segni di ansia e frustrazione. Dopo un accenno confuso su accuse risalenti nel tempo, Epstein scrive: «Mi hanno indagato per mesi – non hanno trovato niente!!!» seguita da un lamentoso «NON È DIVERTENTE – NON NE VALE LA PENA».
Tartaglione ha dichiarato di aver trovato il biglietto in un libro durante il trasferimento di Epstein in una parte del carcere con maggiore sorveglianza per prigionieri a rischio suicidio. Sebbene Epstein non abbia mai confermato tentativi di suicidio, ha prioritetamente accusato Tartaglione di aggressione, accusa che quest’ultimo ha negato. Il biglietto era stato consegnato agli avvocati di Tartaglione per confermare le sue affermazioni e scagionarlo dall’accusa di violenza. Questo documento è rimasto nelle pratiche legali di Tartaglione, ex poliziotto condannato a quattro ergastoli, in attesa di appello.
Nonostante l’emergere del biglietto, vi sono ancora dubbi sull’autenticità della tesi del suicidio, che rimane quella ufficiale. Gli interrogativi sulla morte di Epstein continuano a essere alimentati dalla mancanza di prove tangibili, come il tessuto utilizzato per l’impiccagione e l’assenza di registrazioni video significative dalla notte della sua morte. L’unità carceraria in cui Epstein si trovava, il Metropolitan Correctional Center di Manhattan, è stata chiusa nel 2021, a causa delle sue condizioni di degrado e della carenza di personale.
La giornalista investigativa Julie Brown del Miami Herald ha sollevato ulteriori interrogativi, indicando la discrepanza tra le dichiarazioni ufficiali e quanto realmente accaduto quella notte. Ha messo in discussione la veridicità delle affermazioni riguardo ai controlli effettuati su Epstein, oltre all’inspiegabile malfunzionamento delle telecamere di sorveglianza.
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Dove chiedere aiuto
Se sei in una situazione di emergenza, chiama il numero 112. Se tu o qualcuno che conosci ha dei pensieri suicidi, puoi chiamare il Telefono Amico allo 02 2327 2327 tutti i giorni dalle 9 alle 24, oppure via WhatsApp dalle 18 alle 21 al 324 0117252.
Puoi anche contattare l’associazione Samaritans al numero 06 77208977, tutti i giorni dalle 13 alle 22.