Il ministro Alessandro Giuli ha recentemente espulso Emanuele Merlino ed Elena Proietti dal suo staff al Ministero della Cultura, suscitando una reazione di sorpresa e preoccupazione all’interno di Fratelli d’Italia. La decisione di Giuli di procedere senza avvertire gli altri membri del partito ha creato tensioni, con alcuni che si interrogano sulla sua capacità di navigare in un ambiente politico complesso. “Se Meloni ha potuto far dimettere Santanchè e Delmastro, perché non posso mandare via due membri del mio staff?”, ha dichiarato Giuli, il quale sembra determinato a mantenere la sua linea, nonostante le avversità crescenti, riporta Attuale.
Il ministro e il partito
All’interno di Fratelli d’Italia, si mormora che Giuli stia pagando il prezzo della sua inesperienza politica. “Alessandro paga lo scotto di non essere un politico e queste sono le conseguenze: sì, pure questa ce la potevamo risparmiare”, affermano i membri del partito, secondo un retroscena di Repubblica. Malgrado il sostegno del sottosegretario Giovanbattista Fazzolari e della premier, i destini di Merlino e Proietti appaiono incerti, mentre si segnala che anche Valentina Gemignani, a capo del gabinetto del ministero, è a rischio, essendo coniugata con Basilio Catanoso, ex parlamentare di An.
Le trattative
Si vocifera di trattative per salvare almeno Merlino, ma Giuli sembra irremovibile: “O lui o me”, ha ribadito, esprimendo diffidenza nei confronti delle manovre interne. Le ipotesi di un complotto circolano tra i membri del partito, con alcuni che suggeriscono un possibile allineamento di Giuli a certi ambienti di sinistra. Gianluigi Paragone su La Verità ha insinuato che Giuli stia operando in sintonia con il Quirinale, facendo notare i legami tra la sorella di Giuli e Arianna Meloni.
I sospetti
Le speculazioni si intensificano in Fratelli d’Italia: “O Giuli si sta lanciando col paracadute del Colle o è un pazzo”. I membri del partito interpretano le sue azioni come un tentativo di calibrare il potere all’interno della coalizione. Gli animi si infiammano ulteriormente dopo le recenti polemiche riguardanti la presenza della Russia alla Biennale, rivelando una maggioranza segnata da conflitti interni e rivalità. Sandro Ruotolo del Pd ha definito la situazione come un chiaro segnale di disordini all’interno non solo di Fratelli d’Italia, ma anche tra gli altri partiti della coalizione, in particolare con le tensioni emerse in Lega e Forza Italia.