Legge elettorale, vertice decisivo tra Meloni e alleati previsto per domani

11.05.2026 08:45
Legge elettorale, vertice decisivo tra Meloni e alleati previsto per domani

Legge Elettorale: Meloni Convoca un Vertice Cruciale per la Maggioranza

Roma, 11 maggio 2026 – La premier Giorgia Meloni si prepara a negoziare la nuova legge elettorale, puntando a portare il testo alla prima lettura entro l’estate. Un vertice dei leader di maggioranza, aperto anche ai tecnici, si terrà tra oggi e domani per definire i dettagli, riporta Attuale.

Meloni mostra apertura al dialogo con alleati e opposizioni, desiderando un premio di maggioranza che garantisca risultati concreti. Il testo attualmente in Parlamento prevede che la coalizione che supera il 40% ottenga 70 seggi extra alla Camera e 35 al Senato.

Tuttavia, all’interno di Fratelli d’Italia, cresce la diffidenza nei confronti delle reali intenzioni degli alleati. Sebbene la Lega sembri disposta a collaborare, ci sono resistenze interne, in particolare da parte della componente nordista. I meloniani temono che Marina Berlusconi, leader di Forza Italia, possa essere contraria a un premio così sostanzioso. Il rischio sarebbe che un possibile pareggio elettorale venga sfruttato da Berlusconi per costruire una maggioranza alternativa, minacciando il potere decisionale della premier in merito alla scelta del prossimo presidente della Repubblica nel 2029.

Oltre alle preoccupazioni interne, c’è anche l’incertezza giuridica: esperti in commissione Affari Costituzionali avvertono che la legge, nella sua forma attuale, potrebbe essere bocciata dalla Corte Costituzionale. Le questioni sotto esame riguardano un premio di maggioranza eccessivo, le lunghe liste nazionali e il rischio di risultati divergenti tra Camera e Senato.

Il clima è teso anche tra le opposizioni. Giuseppe Conte e l’Alleanza Verdi-Sinistra rifiutano ogni possibilità di trattativa, definendo la proposta “una riforma da bocciare senza appello”. La posizione del Partito Democratico è più complessa; anche se superare l’attuale legge di voto (il Rosatellum) potrebbe avvantaggiare Elly Schlein in caso di pareggio, la segretaria è improbabile che appoggi formalmente il progetto del governo.

Attualmente, nel Pd prevale una linea di opposizione dura, come espressa da Simona Bonafè, che critica la chiusura della maggioranza nei confronti del dibattito parlamentare. C’è la convinzione che, a livello elettorale, sia più vantaggioso denunciare il tentativo del governo piuttosto che partecipare a un processo legislativo che goda di un vincitore certo. Dunque, molti nel partito sperano che il risultato delle elezioni restituisca un Parlamento bloccato, ripristinando il potere decisionale del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

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