La truffa delle multe online e il raggiro della finta questura: come difendersi secondo un esperto di cyber sicurezza

16.05.2026 09:15
La truffa delle multe online e il raggiro della finta questura: come difendersi secondo un esperto di cyber sicurezza

Torino, 16 maggio 2026 – Paolo Dal Checco, consulente informatico forense, ha recentemente portato a termine il suo ultimo impegno su Garlasco e ha anche indagato sul caso di Emanuela Orlandi. Tra le truffe più recenti da lui scoperte, figura quella legata ai pagamenti online delle multe, con un meccanismo che tende a ingannare gli utenti, riporta Attuale.

“Una delle più recenti è quella delle multe, legata ai pagamenti online, che sembrano arrivare da un indirizzo coerente con il sistema pagoPA. Il raggiro che si mette in atto è semplice, l’importo non è così alto, anche questo tende a far abbassare le difese. Ti scrivono in un messaggio o in una email che è stata rilevata un’infrazione al codice della strada, aggiungendo che pagando subito l’importo è ridotto”, spiega Dal Checco.

Da Garlasco a Emanuela Orlandi

Facendo un passo indietro, Dal Checco ha affrontato vari misteri italiani, dall’omicidio di Chiara Poggi alla scomparsa di Emanuela Orlandi. Per quest’ultimo caso, ha eseguito perizie foniche e comparazioni vocali nella docuserie Netflix “Vatican Girl”, effettuando analisi audio “sulle telefonate dei presunti rapitori ‘americani’ fatte nel 1983 alla famiglia”, come egli stesso ricorda sui social. “È stata un’esperienza molto intensa, emotivamente molto forte. Abbiamo girato a Roma, dietro Castel Sant’Angelo, la sera. Ho conosciuto Pietro Orlandi, il fratello di Emanuela. Sono entrato proprio nel pieno del caso”.

La truffa delle finte multe

Ritornando al tema delle truffe, Dal Checco chiarisce il meccanismo della truffa delle multe. “Si clicca e si arriva a una pagina dove effettivamente si può fare il pagamento con carta di credito. Tutto è molto realistico, l’utente medio tende a cascarci. Vede la multa, pensa di essere passato con il semaforo rosso o di essere andato troppo veloce. Nel dubbio paga, anche perché l’importo è relativo, il che contribuisce a rassicurare. Quindi la truffa è molto semplice ed efficace”.

Perché anche i nativi digitali si fanno ingannare

Ci sono molti che ci credono, senza considerare l’età. I nativi digitali, in particolare, sembrano più vulnerabili rispetto alle generazioni precedenti. “Secondo me il punto è che noi abbiamo dovuto capire come funzionavano le cose per usarle, loro invece le trovano facili, non hanno mai dovuto comprendere il funzionamento dei sistemi, quindi non valutano la correttezza di quello che stanno facendo. Sono abituati alle app e non ai programmi, allo smartphone e non ai computer, a usare le icone e a trascinarle con le dita più che scrivere. Il loro mondo è molto più semplice quindi sono meno attenti e possono essere ingannati facilmente”, sottolinea Dal Checco.

La finta telefonata della questura

Un altro raggiro in espansione in Italia è la telefonata che sembra provenire da una finta questura. “Qualcuno ci chiede di fissare un appuntamento per poter ritirare una notifica. Ma se lo facciamo, non troveremo nessuno ad aspettarci. Questo sistema serve semplicemente per avere la certezza che siamo fuori di casa”, spiega. L’elemento centrale del raggiro è lo spoofing, dato che la telefonata sembra effettivamente provenire dalle autorità. “E poi è una truffa difficile da smascherare perché non si chiedono soldi”, aggiunge.

La psicologia delle truffe

I criminali colpiscono sempre persone in situazioni di urgenza, rappresentando qualcosa di importante e istituzionale. “Fingono di essere poliziotti o carabinieri. In alcuni casi convinceranno la persona a trasferire dei fondi come forma di tutela”, afferma Dal Checco.

L’identità dei truffatori

È difficile risalire ai capi delle organizzazioni, poiché spesso si identificano solo i pesci più piccoli, i quali operano in Italia. “Con maggiore difficoltà si riesce invece a scoprire i pesci grossi, la rete dei criminali che spesso si trova all’estero, in Paesi poco collaborativi”, avverte. “Vale ad esempio per il filone delle scam city, legato anche alle truffe sentimentali, che colpiscono in modo mirato persone sole o anziani”.

Lo studio degli obiettivi da colpire

Per le truffe più semplici, viene condotta un’attività di pesca a strascico, mirata a trovare chi è più vulnerabile. “Per quelle più evolute, invece, si cercano online persone con caratteristiche precise, come segretarie d’azienda che possono disporre di fondi per effettuare bonifici”, chiarisce Dal Checco.

Truffe e intelligenza artificiale

Dal Checco osserva inoltre che l’intelligenza artificiale ha cambiato lo scenario delle truffe. “Ha migliorato sia le potenzialità dei truffatori, che possono ingannare più persone in minor tempo e con sistemi più efficaci, ma ha anche aumentato le nostre difese. Molti sistemi iniziano a usare l’intelligenza artificiale per riconoscere le frodi, come ad esempio nelle email. L’IA è in grado di farlo perché comprende il tenore del testo”.

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