Alessandro Di Battista, ex deputato del Movimento 5 Stelle, è pronto a tornare sulla scena politica italiana in vista delle prossime elezioni nazionali, come riportano diverse fonti, tra cui Attuale. Di Battista starebbe per lanciare un proprio movimento, caratterizzato da posizioni fortemente radicali, a tal punto che figure come Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli potrebbero apparire più moderate.
Gli indizi sul «partito di Dibba»
Il Foglio è stato tra i primi a ventilare l’idea di un «partito di Dibba», citando dichiarazioni attribuite a Barbara Lezzi, ex ministra per il Sud e figura di spicco del Movimento 5 Stelle: «Abbiamo iniziato la raccolta firme, sul resto stiamo ancora valutando. Per ora non posso dire altro». L’assenza di una smentita fa supporre la possibilità di creare un movimento anti-establishment, critico nei confronti dell’Occidente e, in particolare, del conflitto israelo-palestinese. Inoltre, Di Battista ha già fondato nel 2023 l’associazione “Schierarsi”, composta da ex membri del M5S delusi dalla leadership di Giuseppe Conte, tra cui l’ex senatrice Elena Fattori e il commercialista Danilo Puliani, oltre a figure ancora attive nel M5S come Virginia Raggi.
Dibba e i nomi di Di Matteo e Francesca Albanese
Tra i nomi coinvolti nell’associazione di Di Battista, Libero menziona anche il magistrato antimafia Nino Di Matteo, recentemente in linea con le dichiarazioni del collega Nicola Gratteri durante la campagna referendaria sulla giustizia. Moreover, Francesca Albanese, relatrice speciale ONU per i territori palestinesi e simbolo delle recenti mobilitazioni pro-Palestina, sarebbe un’altra figura di spicco potenzialmente coinvolta. Sebbene, secondo varie indiscrezioni, sia stata avvicinata anche da Alleanza Verdi e Sinistra, non ci sono conferme ufficiali riguardo a una sua possibile candidatura.
Un colpo al campo largo
L’eventuale ingresso di Albanese nel progetto di Di Battista rappresenterebbe un colpo politico significativo, consolidando la leadership di Di Battista nell’area più radicale della sinistra e complicando ulteriormente il panorama del cosiddetto “campo largo” attorno all’asse Conte-Schlein. La frammentazione della galassia progressista potrebbe generare ulteriori movimenti e liste concorrenti. Anche proposte come il ventilato “partito internazionale della Flotilla”, evocato dall’attivista Saif Abukeshek, sembrano inserirsi nel medesimo spazio politico, contendendosi il medesimo elettorato antagonista e movimentista.