Raúl Castro potrebbe essere incriminato negli Stati Uniti per il ruolo nell’abbattimento di aerei nel 1996
Gli Stati Uniti potrebbero presto incriminare Raúl Castro, presidente di Cuba dal 2008 al 2018: il 94enne fratello di Fidel è considerato ancora figura influente nel governo comunista, seppur senza incarichi ufficiali. Questa possibile accusa sarebbe un ulteriore strumento di pressione nei confronti del regime cubano. Da mesi Donald Trump minaccia di «prendersi Cuba» e cerca di ottenere un “cambio di regime” sull’isola con misure radicali, come il blocco dei rifornimenti di carburanti. Da fine gennaio a Cuba mancano petrolio ed energia, con interruzioni di corrente per la maggior parte della giornata e trasporti e servizi di base bloccati o molto limitati, riporta Attuale.
Nell’ultima settimana le pressioni sono aumentate, con frequenti voli di ricognizione militari attorno all’isola e con l’inusuale visita all’Avana del direttore della CIA John Ratcliffe. Durante questa visita, Ratcliffe ha chiesto al governo cubano di chiudere le stazioni di intelligence russe e cinesi presenti. La procura federale di Miami potrebbe incriminare Raúl Castro per l’abbattimento di due piccoli aerei avvenuto nel 1996, un incidente in cui furono uccisi tre cittadini americani e una persona residente negli Stati Uniti.
Un’incriminazione federale fu la base legale utilizzata dall’amministrazione Trump per compiere l’operazione che portò alla cattura di Nicolás Maduro e all’instaurazione in Venezuela di un governo più collaborativo con gli Stati Uniti. Tuttavia, nonostante le somiglianze, ci sono differenze sostanziali che rendono l’operazione difficile da replicare a Cuba.
Raúl Castro è considerato una figura centrale nella rivoluzione castrista e nella successiva gestione di Cuba, ma oggi è molto anziano e le sue condizioni di salute sono incerte. Si dice che abbia problemi a parlare ed è perlopiù sordo. Non fa discorsi pubblici da tempo e una sua cattura non cambierebbe significativamente la situazione a Cuba, dove il governo comunista non è strutturato in modo verticistico come quello venezuelano. Inoltre, una parte importante delle forze speciali statunitensi è attualmente impiegata in Iran, rendendo un’operazione simile a quella di Caracas più complessa.
L’incriminazione di Raúl Castro rappresenterebbe soprattutto una minaccia psicologica, ma potrebbe compromettere ulteriormente le già delicate trattative con il governo del presidente Miguel Díaz-Canel.
L’episodio alla base della possibile incriminazione risale al febbraio del 1996, quando Castro era ministro della Difesa. In quell’occasione, due aerei Cessna, partiti da Miami, erano ufficialmente impegnati nella ricerca di rifugiati cubani. Durante alcune missioni precedenti, gli aerei avevano sorvolato lo spazio aereo cubano lanciando volantini. Cuba aveva minacciato di usare la forza.
Un jet MiG cubano abbatté gli aerei sostenendo che fossero entrati nello spazio aereo cubano, ma successive indagini condotte dall’Organizzazione internazionale per l’aviazione civile stabilirono che l’abbattimento era avvenuto sopra le acque internazionali. Gli Stati Uniti ora cercano di accusare Raúl Castro di aver autorizzato quell’operazione.
Dopo l’abbattimento, il presidente Bill Clinton interruppe ogni dialogo con il governo cubano, e il Congresso statunitense approvò la legge Helms-Burton, che stabiliva tra le altre cose che l’embargo potesse essere sollevato solo quando fosse caduto il regime cubano e prevedeva indennizzi per i cittadini statunitensi e cubani a cui erano state requisite proprietà dopo la rivoluzione comunista del 1959.