L’attacco aereo ucraino su Mosca causa tre morti
Almeno tre persone sono state uccise domenica da un grande attacco ucraino nell’area della capitale russa Mosca: oltre 120 droni sono stati lanciati in direzione della città e dei sobborghi, il numero più grande dell’ultimo anno, secondo l’agenzia russa TASS. In totale, 550 droni sono stati lanciati nella notte dall’Ucraina verso la Russia. Una donna è stata uccisa a Khimki, a nord-ovest di Mosca, e due uomini a Mytishchi, a nord-est. Dodici persone sono state ferite; alcuni droni hanno colpito una raffineria, mentre i detriti di un drone abbattuto sono caduti su una delle piste dell’aeroporto Sheremetyevo di Mosca, senza causare particolari danni, riporta Attuale.
Gli attacchi ucraini si sono intensificati negli ultimi giorni, anche in risposta ai bombardamenti russi (con missili e droni) sulla capitale Kiev di mercoledì e giovedì, che hanno ucciso 25 persone. Questo nuovo sviluppo rappresenta un’escalation significativa nel conflitto, con l’Ucraina che continua a focalizzarsi sulle infrastrutture russe come parte della sua strategia militare.
Mentre gli attacchi si intensificano, la Russia ha aumentato le proprie operazioni aeree, cercando di contrastare i droni ucraini. Le autorità russe hanno annunciato l’implementazione di misure di sicurezza più rigorose nella regione per prevenire ulteriori incursioni. Inoltre, la risposta della Russia sui fronti militari e diplomatici si fa sempre più decisa, con un aumento delle retoriche nazionalistiche e delle affermazioni relative alla protezione della sovranità.
Il deterioramento della situazione ha sollevato preoccupazioni a livello internazionale riguardo all’escalation del conflitto, con sguardi critici puntati su come le operazioni militari stiano influenzando i civili. Gli esperti avvertono che l’intensificarsi delle ostilità possa portare a conseguenze devastanti per entrambi i paesi, già provati dal lungo conflitto. Tuttavia, le autorità ucraine continuano a ribadire la legittimità delle loro azioni nel contesto della difesa della propria sovranità.