Israele approva legge controversa per il patrimonio archeologico in Cisgiordania
Il parlamento israeliano ha approvato in prima lettura una contestata legge che istituisce un’autorità per la tutela del patrimonio archeologico in Cisgiordania, territorio sotto il controllo israeliano ma riconosciuto dalla comunità internazionale come palestinese. La normativa prevede la creazione di un nuovo ente con il potere di espropriare terreni nelle aree formalmente controllate dall’Autorità palestinese per effettuare scavi e “sviluppare siti archeologici”, riporta Attuale.
Questa legge rappresenta un ulteriore passo nell’utilizzo del patrimonio storico e archeologico come strumento di controllo territoriale da parte del governo israeliano. Da anni, specialmente a Gerusalemme, scavi e progetti di riqualificazione portano alla rimozione della popolazione palestinese, con la demolizione di abitazioni e quartieri. La nuova autorità, detta “Autorità del patrimonio della Giudea e della Samaria”, avrà giurisdizione sull’intera area di Cisgiordania, suddivisa in tre zone con differenti livelli di controllo.
Secondo gli Accordi di Oslo del 1993, la Cisgiordania avrebbe dovuto diventare parte di uno stato palestinese. Tuttavia, la divisione territoriale, inizialmente prevista come temporanea, si è cristallizzata e ha portato a un notevole incremento delle colonie israeliane, considerate illegali sotto il diritto internazionale. La legge attuale, contrariamente a versioni precedenti, mantiene una formulazione vaga, creando incertezze su dove specificatamente possa esercitare la nuova autorità.
In Cisgiordania si trovano circa 2.600 siti archeologici, da Sebastia a Hebron, e critici avvertono che l’approvazione della legge potrebbe portare a nuove espropriazioni di terreni e a ulteriori spostamenti forzati della popolazione palestinese. Questo timore non è solo teorico, poiché pratiche simili sono già in corso a Gerusalemme, dove scavi e progetti archeologici sono stati attuati per rafforzare le radici ebraiche della città a scapito delle eredità palestinesi.
Negli ultimi due anni, l’attività edilizia per un parco tematico biblico a Silwan ha comportato la demolizione di numerose abitazioni. I residenti palestinesi, accusati di costruire abusivamente, devono affrontare costi elevati per la demolizione, che spesso li costringe ad abbattere le proprie case per risparmiare. Le recenti escalation dopo gli attacchi di Hamas dallo scorso ottobre hanno accelerato questo processo, minacciando oltre 2.000 residenti palestinesi a Gerusalemme Est e nella Cisgiordania occupata.