Trump avverte l’Iran: «Il tempo stringe» dopo attacco a centrale nucleare negli Emirati

18.05.2026 14:15
Trump avverte l’Iran: «Il tempo stringe» dopo attacco a centrale nucleare negli Emirati

Il presidente statunitense Donald Trump ha avvertito che l’Iran potrebbe subire gravi conseguenze se non accetterà un accordo. Secondo i suoi ultimi commenti sulla piattaforma social “Truth”, Trump ha dichiarato: “Non rimarrà nulla dell’Iran se non accetterà un accordo”. Tuttavia, in un’intervista successiva all’emittente israeliana Channel 12, ha lasciato intendere la possibilità di aperture comunicative, sostenendo che se Teheran non presenterà un’offerta migliore, “colpiremo più duramente di come abbiamo fatto finora”. Domani, Trump convocherà il suo team di sicurezza nazionale per considerare potenziali opzioni militari, riporta Attuale.

Alta tensione nella regione

Questa dichiarazione di Trump arriva in un contesto di crescente tensione nel Golfo Persico, segnato dalla recente incursione di droni in un impianto nucleare degli Emirati Arabi Uniti. Il ministero della Difesa emiratino ha confermato che un drone ha colpito un generatore elettrico della centrale di Barakah, provocando un incendio. Fortunatamente, non ci sono stati feriti e la situazione non comporta rischi di fuga radioattiva. Le autorità di Abu Dhabi stanno attualmente conducendo indagini per identificare i responsabili e promettono aggiornamenti futuri.

Scorte di petrolio a livelli critici

Si presume che i droni siano stati lanciati da basi iraniane, come suggerisce la mancanza di un riferimento esplicito a Teheran nella nota ufficiale. Fonti diplomatiche indicano che il governo emiratino, guidato dallo sceicco Mohamed bin Zayed Al Nahyan, sta tentando di evitare una escalation nel conflitto durante un periodo critico per i negoziati tra Stati Uniti e Iran. Inoltre, alcuni esperti avvertono che le scorte mondiali di greggio stanno raggiungendo i minimi storici, con appena 7,6 miliardi di barili, il che rende probabile un ulteriore aumento dei prezzi del petrolio, soprattutto se il blocco di Hormuz dovesse continuare.

Reazioni da Israele

Dal canto suo, il premier israeliano Benjamin Netanyahu non sembra condividere le preoccupazioni emerse. In una conversazione telefonica con Trump di oltre trenta minuti, Netanyahu avrebbe cercato di convincere l’alleato statunitense sulla necessità di riprendere le ostilità contro l’Iran, esprimendo scetticismo sulla possibilità di una trattativa proficua.

Sfide diplomatiche dall’Iran

Parallelamente, anche dall’Iran giungono segnali di sfiducia. L’agenzia di stampa Far, legata ai Pasdaran, ha riferito che Washington ha posto cinque condizioni in una proposta che esclude qualsiasi concessione a Teheran. Tra le richieste statunitensi, vi è la consegna di 400 chilogrammi di uranio arricchito al 60%, una quantità prossima a quella necessaria per la costruzione di un ordigno nucleare. L’Iran, dal canto suo, ha elencato cinque requisiti per una possibile intesa, tra cui la cessazione preliminare delle ostilità su tutti i fronti, incluso il Libano, e il riconoscimento della sua sovranità sullo Stretto di Hormuz.

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