Tensioni nel governo italiano sui fondi Nato: Trump riduce le brigate in Europa

21.05.2026 03:15
Tensioni nel governo italiano sui fondi Nato: Trump riduce le brigate in Europa

Controversie sulla spesa per la difesa: tensioni tra i partiti italiani

Roma, 21 maggio 2026 – La situazione politica italiana si fa tesa riguardo alla difesa e agli impegni NATO. La Lega nega, Forza Italia scansa la questione, mentre la firma del capogruppo di Fratelli d’Italia al Senato, Lucio Malan, avrebbe apposto la sua autorizzazione su un documento senza esserne informato. L’invito al governo a “mantenere un impegno realistico e credibile in ambito NATO, confermando il raggiungimento del 2% del PIL per la spesa per la difesa e promuovendo una revisione degli obiettivi più ambiziosi, come il 5%”, sembra essere attribuito al leghista Massimiliano Romeo. Tuttavia, la ‘manina’ che avrebbe inserito l’articolo 8, successivamente rimosso, nella mozione della maggioranza sul tema dell’approvvigionamento energetico, è stata identificata in quella di Stefania Craxi (FI), riporta Attuale.

All’indomani del pasticciaccio di Palazzo Madama e della strigliata da parte di un’infuriare Giorgia Meloni, il clima da campagna elettorale mina la coesione delle forze di governo. Salvini, dal festival dell’Economia di Trento, ha evocato la possibilità di un voto anticipato: “Si voterà a scadenza naturale a settembre, ma dipende anche dai fattori economici”. Di fronte a questa crisi di governo, la volontà è di chiudere la questione. “È meglio che ragioniamo bene e che troviamo la soluzione migliore”, ha affermato Romeo, sottolineando la necessità di rispettare l’accordo sul 5% per le spese militari, “purché siano graduali e sostenibili”.

D’altronde, come ha evidenziato la premier nella lettera alla presidente della Commissione Ue, con la crisi iraniana che non sembra avviarsi a una soluzione e i prezzi dell’energia alle stelle, per il governo italiano “sarebbe molto difficile spiegare all’opinione pubblica un eventuale ricorso al programma Safe (Security Action For Europe)”. Eppure, sottrarsi agli impegni presi in materia di investimenti in difesa non è un’opzione praticabile. Per questo motivo, il governo, con la maggioranza pronta a rilanciare una deroga al Patto di stabilità sull’energia, sta cercando di trovare un accordo a livello Ue che possa addolcire la pillola. “Parlo più con Giorgetti che con mia moglie”, ha scherzato il ministro della Difesa, Guido Crosetto, in merito alla possibile adesione dell’Italia al programma Safe. Rispondendo anche al question time alla Camera sul parametro del 5% del PIL, ha chiarito: “Le spese ‘core’ in Difesa sono il 3,5%. Si tratta di un impegno per un ulteriore 1,41% da raggiungere nel 2035, senza ratei obbligati o fissi”.

Nel contesto italiano, il dibattito politico si accende con l’opposizione che critica la gestione della questione e le crescenti spese per la difesa. Nel frattempo, gli Stati Uniti si preparano a ridurre la presenza delle forze americane a disposizione della NATO durante le emergenze. Il Dipartimento della Guerra statunitense ha annunciato che il numero totale di Brigate da Combattimento (BCT) assegnate all’Europa passerà da quattro a tre. Anche se la NATO “è e resterà sempre un’Alleanza transatlantica”, il segretario generale della NATO, Mark Rutte, ha dichiarato che il rafforzamento del pilastro europeo richiederà una redistribuzione delle responsabilità e un superamento dell’eccessiva dipendenza dagli Stati Uniti.

L’individuazione di un “percorso credibile” per attuare l’obiettivo del 5% del PIL dedicato alle spese per la difesa sarà il tema centrale del vertice dei ministri degli Esteri della NATO che si svolgerà oggi a Helsingborg, in Svezia.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere