Hantavirus, positivo un membro dell’equipaggio della nave Hondius: Oms registra 12 casi e 3 decessi

22.05.2026 19:45
Hantavirus, positivo un membro dell'equipaggio della nave Hondius: Oms registra 12 casi e 3 decessi

Amsterdam, 22 maggio 2026 – Scoperto un nuovo caso di Hantavirus. Un membro dell’equipaggio della nave MV Hondius è risultato positivo al virus mentre era in quarantena nei Paesi Bassi. L’uomo è stato ricoverato “a scopo precauzionale ed è in isolamento”, riporta Attuale.

Il paziente lavorava sulla nave da crociera olandese ed era sbarcato a Tenerife, in Spagna, dove che l’imbarcazione era stata dirottata dopo la scoperta del focolaio a bordo. Subito dopo lo sbarco, l’uomo era stato rimpatriato nei Paesi Bassi insieme ad altri passeggeri e membri dell’equipaggio. E lì è risultato positivo all’Hantavirus.

Ad annunciarlo è il direttore generale dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus. “I Paesi Bassi hanno confermato oggi un nuovo caso in un membro dell’equipaggio sbarcato a Tenerife, rimpatriato nei Paesi Bassi e da allora in quarantena”, ha dichiarato Ghebreyesus. Il numero totale di casi sospetti e confermati sale ora a 12, inclusi tre decessi.

Rivm: “Il paziente è ricoverato e in isolamento”

“È stato ricoverato a scopo precauzionale ed è in isolamento”. A fare il punto sul nuovo contagio scoperto nei Paesi Bassi è il Rivm, Istituto nazionale olandese per la salute pubblica e l’ambiente.

La persona risultata positiva era in quarantena domiciliare e le autorità hanno invitato alla calma. “Il Rivm comprende che questa notizia possa sollevare domande o preoccupazioni. Tuttavia, la possibilità di un’ulteriore diffusione nei Paesi Bassi rimane molto bassa“, si legge nella nota dell’Istituto.

Come stanno i turisti inglesi in quarantena a Milano

Intanto i due turisti inglesi in quarantena all’ospedale Sacco di Milano dopo aver viaggiato sullo stesso volo di una vittima dell’hantavirus saranno trasferiti in un’altra struttura. Secondo il protocollo, dovranno rimanere in isolamento per altre due settimane.

“Stanno bene. Diciamo che non sono felicissimi di stare in isolamento”, ha spiegato l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, parlando con i cronisti al Pirellone.

“Noi non li teniamo prigionieri, però c’è un isolamento. Adesso abbiamo cercato e trovato una soluzione alternativa in modo che li tiriamo fuori dal Sacco e li mettiamo in un ambito più confortevole, in attesa di arrivare al 6 giugno”, ha aggiunto Bertolaso.

Come ha sottolineato il Dg del Welfare lombardo, Mario Melazzini, il trasferimento porterà i due inglesi, che “stanno bene e sono negativi”, in un contesto “molto particolare, non dico clausurale…” ma un luogo dove “siano anche liberi di uscire magari in un giardinetto”, una struttura “che è stata identificata” come alternativa al reparto ospedaliero. Sul quando avverrà il trasferimento, invece, “si sta decidendo”.

Bertolaso: “Sono più preoccupato per l’Ebola. Se arrivasse in Italia sarebbero cavoli amari”

Più in generale, Bertolaso ha rassicurato di nuovo sulla situazione: “Sono molto più preoccupato di quello che succede con l’Ebola in Congo. Lì bisogna stare molto in campana. Il vero Ebola il vaccino non ce l’ha. Quei ceppi che hanno il vaccino non sono i veri ceppi di Ebola, ossia quelli che hanno massacrato Sierra Leone, Guinea e Liberia. E io lì ci stavo, quindi li ho visti. Da questo punto di vista, se arrivasse l’Ebola in Italia o in Europa sarebbero cavoli amari“, ha concluso l’assessore lombardo Guido Bertolaso.

Bilancio Oms: 12 casi e 3 decessi. Monitorati 600 contatti in 30 Paesi

“Oggi l’Olanda ha confermato un ulteriore caso tra un membro dell’equipaggio Mv Hondius sbarcato a Tenerife, rimpatriato nei Paesi Bassi e da allora in isolamento. Attualmente si registrano 12 casi e 3 decessi. Non sono stati segnalati decessi dal 2 maggio, data in cui l’epidemia è stata segnalata per la prima volta all’Organizzazione Mondiale della Sanità”. Lo ha annunciato il direttore generale dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, in un punto stampa su Ebola in diretta su X, in cui si è parlato anche di hantavirus.

“Continuiamo a esortare i Paesi colpiti a monitorare attentamente tutti i passeggeri e l’equipaggio per il resto del periodo di quarantena. Più di 600 contatti continuano a essere monitorati in 30 Paesi e un piccolo numero di contatti ad alto rischio è ancora in fase di individuazione”, ha concluso.

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