Ben-Gvir interdetto dalla Francia per comportamenti inqualificabili nei confronti di attivisti della Flotilla

23.05.2026 19:05
Ben-Gvir interdetto dalla Francia per comportamenti inqualificabili nei confronti di attivisti della Flotilla

Ben-Gvir bandito dalla Francia per le sue azioni inqualificabili

Roma, 23 maggio 2026 – “Da oggi Ben-Gvir è interdetto dall’accesso al territorio francese.” Questa netta decisione dell’Eliseo segue il video choc diventato virale in cui il ministro israeliano Itamar Ben-Gvir si comporta in modo minaccioso verso gli attivisti della Global Sumud Flotilla, tenuti legati e faccia a terra al porto di Ashdod in Israele, riporta Attuale.

Il capo della diplomazia francese, Jean-Noël Barrot, ha spiegato che la decisione si basa sui “comportamenti inqualificabili” di Ben-Gvir nei confronti di cittadini francesi ed europei coinvolti nella flottiglia. Tuttavia, ha precisato che il governo francese “disapprova l’iniziativa” della Flotilla.

In Italia, il vicepremier Antonio Tajani ha cercato di chiarire la posizione del governo, dopo le dichiarazioni di Salvini che ha definito il video “di pessimo gusto, ma senza sanzioni contro Israele”. Tajani, al contrario, ha ripetutamente richiesto sanzioni. Nel frattempo, altri attivisti sono rientrati in Italia: sei sono atterrati a Fiumicino e altri cinque a Bologna.

Israele deve comprendere che ci sono limiti da non superare,” ha aggiunto Tajani durante il Festival dell’economia di Trento. Inoltre, ha menzionato un documento firmato da Italia, Germania, Francia e Regno Unito, al quale si sono poi unite altre nazioni, per dire basta alle azioni dei coloni che compromettono la strategia di pace.

Il gruppo della Flotilla ha riferito che nelle ultime quarantotto ore, le autorità della Libia hanno rifiutato le loro delegazioni, chiudendo qualsiasi canale di dialogo con la Mezzaluna Rossa. “Le indicazioni sono state di lasciare qui gli aiuti senza alcuna garanzia e tornare indietro. Ci opponiamo decisamente a questa richiesta,” hanno dichiarato i membri della Flottilla, chiedendo garanzie per la consegna degli aiuti alla popolazione di Gaza.

Inoltre, due attivisti emiliano-romagnoli sono attualmente bloccati alle porte di Sirte, a bordo del convoglio di terra diretto al valico di Rafah. Gli attivisti lamentano la mancanza di protezione internazionale e affermano che il convoglio intende proseguire nonostante le difficoltà.

Ieri, cinque attivisti della Flotilla sono tornati in Italia. Tra loro, Ilaria Mancosu e Francesco Gilli sono stati accolti all’aeroporto di Bologna da sostenitori del movimento per il boicottaggio di Israele, che hanno intonato il coro “Free Palestine”. Durante il loro soggiorno, gli attivisti hanno raccontato di aver subito diversi pestaggi e violenze, ma sono riusciti a resistere, consapevoli delle difficoltà affrontate dai palestinesi detenuti.

“Alla barca su cui ci trovavamo hanno sparato per intimidirci – ha raccontato Lola Fabbri – e molte persone sono state colpite al volto. Abbiamo subìto diversi pestaggi, ma eravamo protetti dai nostri passaporti.” La sua testimonianza sottolinea come, nonostante le difficoltà, gli attivisti intendano continuare a lottare per i diritti del popolo palestinese.

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