Ebola, Pregliasco: “Italia a rischio contagio, possibili casi importati”

23.05.2026 20:25
Ebola, Pregliasco: “Italia a rischio contagio, possibili casi importati”

Rischio Ebola: Pregliasco avverte l’Europa sulla situazione in Congo

Roma, 23 maggio 2026 – Mentre il virus Bundibugyo Ebola ha ormai valicato i confini della Repubblica Democratica del Congo e l’Oms ha alzato al massimo il livello di rischio epidemico nella regione, pur ritenendolo basso per l’Europa, il virologo Fabrizio Pregliasco ricorda che “in un mondo globalizzato non esiste il rischio zero, è corretto essere chiari con i cittadini. La possibilità di casi importati anche in Europa non può essere esclusa completamente”, riporta Attuale.

Secondo il direttore della scuola di specializzazione in Igiene e medicina preventiva della Statale di Milano, “la situazione epidemiologica in Congo merita la massima attenzione da parte della comunità internazionale. L’innalzamento del livello di rischio nazionale da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per il virus Bundibugyo Ebola rappresenta un segnale importante, soprattutto in un contesto caratterizzato da instabilità politica, violenze, difficoltà sanitarie e movimenti di popolazione”.

Pregliasco però invita a non lasciarsi prendere dal panico, avvertendo che “oggi non vi sono elementi che facciano pensare a una diffusione epidemica incontrollata nel nostro Paese o in Europa. L’Ebola non è un virus a trasmissione aerea come influenza o Covid-19. La trasmissione avviene attraverso contatti stretti con fluidi biologici infetti. Questo consente, nei sistemi sanitari avanzati, un controllo molto più efficace tramite isolamento, dispositivi di protezione, tracciamento e protocolli infettivologici consolidati”, aggiunge l’esperto.

In questo contesto, Pregliasco ricorda che l’Italia dispone di competenze scientifiche, reti di sorveglianza e strutture specialistiche in grado di affrontare eventuali casi sospetti. “Occorre mantenere alta la vigilanza sanitaria senza alimentare paure ingiustificate”, precisa Pregliasco, sottolineando che la vera sfida è sostenere concretamente il Congo e le aree colpite, rafforzando la cooperazione internazionale, la risposta sanitaria sul campo e la tutela delle popolazioni più fragili. “Le epidemie si combattono prima di tutto nei territori dove nascono, con solidarietà globale, prevenzione e investimenti nella salute pubblica”, conclude l’esperto.

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