In memoria di Giovanni Falcone, la sorella perdona Brusca durante le commemorazioni a Palermo

23.05.2026 22:25
In memoria di Giovanni Falcone, la sorella perdona Brusca durante le commemorazioni a Palermo

Commemorazioni a 34 anni dalla strage di Capaci, il messaggio di speranza di Maria Falcone

Roma, 23 maggio 2026 – Sono trascorsi trentaquattro anni dalla strage di Capaci e l’immagine sorridente di Giovanni Falcone, riconosciuto come simbolo della lotta alla mafia, è ancora presente in uffici pubblici e sui social. Come sottolinea il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, l’attentato che costò la vita a Falcone, insieme alla moglie Francesca Morvillo e ai tre agenti di scorta – Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani – rappresenta “l’avvio della riscossa civile” e continua a essere un “patrimonio etico e civile che appartiene alla nostra democrazia”, riporta Attuale.

Il giorno tragico in cui la mafia piazzò e fece esplodere 500 chili di tritolo sull’autostrada al passaggio dell’auto del giudice e della scorta è oggi commemorato come la Giornata della Legalità. Non si tratta solo di un ricordo, ma di un impegno costante; come afferma Mattarella, la mafia evolve, ci sono “le metamorfosi della piovra criminale“, così come “zone grigie” e “indifferenza” che devono essere combattute.

A Palermo, una giornata di commemorazione ha visto la partecipazione delle istituzioni – tra cui i ministri Nordio, Piantedosi e Giuli – con un omaggio alla stele commemorativa presso il luogo della strage. La manifestazione si è svolta sotto l’albero Falcone, con la presenza di molti giovani, della sorella del giudice, Maria, e della presidente della commissione Antimafia Chiara Colosimo. Durante il corteo, che ha attraversato la città, era presente anche la segretaria Dem Elly Schlein e il leader M5s Giuseppe Conte. Sotto l’albero, i nomi delle vittime sono stati scanditi, tra applausi e canti, mentre alle 17.58, l’ora della strage, è calato il silenzio.

Maria Falcone, parlando dell’ex boss pentito Giovanni Brusca, tornato in libertà un anno fa, ha dichiarato di averlo perdonato, attribuendo la sua decisione alla sua fede religiosa. Ha anche evidenziato le parole della sorella Anna, scomparsa pochi mesi fa, che non avrebbe mai accettato tale perdono. Secondo Maria: “Ritengo stia riscuotendo quello che ha contrattato con lo Stato, secondo una legge voluta anche da mio fratello Giovanni”.

Il Guardasigilli Nordio ha proposto di custodire l’auto del magistrato, la Fiat Croma straziata, come una “reliquia insanguinata” al Museo del Presente di Palermo. Anche in questa occasione, le polemiche politiche non sono mancate. In Commissione Antimafia, il clima era teso, con un gruppo di giovani manifestanti che ha accusato Colosimo, attraverso un’installazione, di essere stata “fotografata sorridente insieme al busto di Mussolini e anche sotto braccio con Ciavardini, ex appartenente ai Nar”. Il suo partito, Fratelli d’Italia, la sostiene, e il capogruppo Galeazzo Bignami ha definito le critiche “un meschino attacco”, ribadendo la determinazione della Colosimo nel guidare la Commissione con decisione e autorevolezza.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere