Bari, 25 maggio 2026 – Per le persone affette da demenza e per le loro famiglie, è necessario attraversare un deserto di domande senza risposta, fissando l’assenza di servizi e aiuti disponibili. Nonostante ciò, emergono isole di sollievo per contrastare una solitudine che potrebbe sopraffare. L’innovazione e la tecnologia giocano un ruolo cruciale nel fornire supporto. Le effettive comunità amiche della demenza (DFC, dementia friendly community) sono celebrate quest’anno, determinando una maggiore consapevolezza e accoglienza nei confronti delle persone con demenza. Questo concetto è delineato da Pietro Schino, presidente dell’associazione Alzheimer Bari, fondata nel 2002 per onorare la memoria del padre, Ignazio, un giornalista sportivo diagnosticato due anni prima. Questo primo traguardo delle comunità è stato ‘festeggiato’ proprio nella città pugliese, nel giorno di Santa Rita, avvocata dei casi impossibili, riporta Attuale.
Comunità amiche della demenza: cosa sono
Le comunità amiche delle persone con demenza sono città e territori che si impegnano a diventare più inclusivi, affinché gli individui e le loro famiglie possano continuare a partecipare attivamente alla vita quotidiana. La definizione di queste comunità include anche negozi e farmacie che mettono in atto pratiche rispettose e supportive. Le farmacie, ad esempio, sono formate per riconoscere quando una persona affetta da demenza ha già acquistato farmaci nei giorni precedenti. Questa attenzione rappresenta un passo significativo verso la creazione di un ambiente più sicuro per tutti.
I negozi gentili e le farmacie amiche della demenza
La formazione delle farmacie e dei negozi è stata avanzata, con requisiti di sviluppo collettivo e responsabilità. Un esempio è fornito nei negozi “gentili”, dove il personale è preparato a gestire situazioni delicate, come quando un cliente affetto da demenza non ricorda il proprio PIN alla cassa. Tali esperienze quotidiane rivelano l’importanza di una comunità formata non solo per accogliere, ma per sostenere le famiglie.
Un’attenzione diffusa, dai vigili urbani alle chiese alle scuole
L’impegno si estende anche alla polizia municipale, che ha partecipato alla formazione per migliorare l’accoglienza. Ad esempio, un turista smarritosi durante una fermata in città è stato prontamente assistito e riportato al suo cruise. È evidente che anche le chiese e le scuole giocano un ruolo cruciale in questo processo, formando i giovani ad essere più consapevoli e sensibili, facendo loro capire che potrebbero avere familiari affetti da malattie simili.
Il parco della memoria
Attualmente, ci sono circa settanta comunità amiche della demenza in Italia. Ogni anno, per rimanere riconosciute come tali, devono presentare nuovi progetti. Recentemente, sono stati introdotti strumenti come un giardino della memoria, fornito dal Comune, strutturato con cartellonistica speciale per stimolare cognitività e attività fisica. Altri progetti includono itinerari gastronomici che coinvolgono i pazienti nel racconto delle loro storie. Un approccio che non solo migliora la qualità della vita, ma pone anche in risalto l’importanza della comunicazione e del ricordo nella vita quotidiana.
La testimonianza di Pietro Schino, sul compianto padre, è un indicativo del legame profondo e duraturo che unisce i familiari alle persone affette da demenza, sottolineando l’importanza della comunità nel fornire sostegno e speranza a chi vive questa realtà complessa.