Rapporto: La guerra in Ucraina continua senza segni di pace
«L’unico che oggi potrebbe fermare Putin è Xi Jinping». Le parole del noto storico ucraino Yaroslav Hrytsak, uno delle figure intellettuali più influenti in Ucraina, evidenziano che la guerra rimane lontana da una risoluzione e che la diplomazia occidentale non ha ancora dimostrato la forza necessaria per fermarla. Secondo Hrytsak, gli attacchi su Kiev, la stanchezza della popolazione e il ruolo crescente di Pechino sono segnali chiave della fase critica che l’Ucraina sta attraversando, riporta Attuale.
Gli ultimi raid notturni su Kiev hanno rappresentato una delle notti più terribili dall’inizio del conflitto. Hrytsak ha dichiarato: «Queste bombe spiegano la differenza tra Kiev e Mosca. L’Ucraina prende di mira obiettivi militari, mentre la Russia colpisce i civili. Non si tratta di un episodio isolato, ma di un’ulteriore conferma della guerra che Mosca conduce anche contro la popolazione». Ha sottolineato che colpire case e quartieri residenziali significa violare il diritto internazionale, utilizzando il terrore come uno strumento di combattimento. Nonostante la ferocia degli attacchi, Hrytsak afferma che gli ucraini non si lasciano piegare psicologicamente, anche se sono stanchi e provati.
Quando gli è stato chiesto se l’Ucraina possa resistere a lungo, Hrytsak ha evidenziato che nessun Paese può farcela singolarmente in un conflitto così esteso e logorante. Ha citato le guerre nei Balcani come esempio, affermando che il supporto esterno diventa decisivo. «Il sostegno dell’Europa è fondamentale. Se l’Europa desidera che l’Ucraina continui a resistere, deve rendersi conto che questo conflitto ha a che fare anche con il futuro della sicurezza europea», ha affermato Hrytsak.
Alla domanda su come possa sbloccarsi un negoziato efficace, Hrytsak ha manifestato che solo Pechino ha la capacità di esercitare una reale pressione su Mosca. «La Cina è il principale alleato di Mosca. Se c’è un attore in grado di spingere Putin verso un tavolo negoziale, è Pechino», ha affermato. Tuttavia, ha avvertito che questo non significa necessariamente che la Cina desideri una soluzione immediata al conflitto.
Quando gli è stato chiesto se la diplomazia dell’ex presidente Donald Trump avesse avuto successo, Hrytsak ha risposto: «Non ha certamente funzionato. In una guerra, quando la diplomazia non produce risultati, è già un fallimento riconosciuto». Ha notato che gli inviati statunitensi di Trump continuano a visitare Mosca piuttosto che Kiev, il che pone interrogativi sulla loro mediazione.
Infine, Hrytsak ha delineato uno scenario realistico riguardo all’esito del conflitto. Egli non prevede una vittoria definitiva né per l’Ucraina né per la Russia. «Ritengo più plausibile una soluzione alla coreana: non una vera pace, ma un armistizio. Un conflitto congelato, non risolto, sarebbe una soluzione dura e instabile. Oggi è però l’unico scenario possibile», ha concluso.