Unicef: in Sudan 330 bambini uccisi o feriti nei primi sei mesi del 2026

06.07.2026 21:45
Unicef: in Sudan 330 bambini uccisi o feriti nei primi sei mesi del 2026

Il dramma dei bambini in Sudan: 330 vittime in sei mesi

I bambini di tutto il Sudan continuano a subire le conseguenze più gravi di una guerra che sta diventando sempre più sanguinosa. Secondo un rapporto dell’Unicef, nei primi sei mesi del 2026, almeno 330 bambini sono stati uccisi o feriti. Gli Stati del Darfur e del Kordofan hanno registrato il numero più elevato di vittime tra i minori, riporta Attuale.

Particolarmente allarmante è la situazione ad Al Obeid e nelle aree circostanti, oltre che in tutto il Kordofan settentrionale. Dall’inizio di maggio 2026, attacchi con droni e altre offensive hanno causato più di 35 vittime tra i bambini, inclusi almeno 18 morti e oltre 17 feriti. Le età dei bambini colpiti variavano da soli due mesi a 17 anni, con il 60% delle vittime causate da attacchi aerei, evidenziando il crescente impatto di questo tipo di guerra su bambini e famiglie.

In aggiunta, i bombardamenti e i ripetuti attacchi aerei hanno gravemente danneggiato le infrastrutture civili, comprese abitazioni, scuole, strutture sanitarie, reti idriche e mercati, interrompendo le vie di rifornimento e mettendo a dura prova i servizi essenziali. Con circa 500.000 civili a rischio ad Al Obeid e nelle aree circostanti, un ulteriore deterioramento della situazione potrebbe esporre ancor più bambini a rischi di morte, ferite, sfollamento e altri gravi pericoli per la loro sicurezza.

“I bambini sono intrappolati in un ciclo inesorabile di violenza, sfollamento e privazioni”, ha dichiarato Sheldon Yett, rappresentante dell’Unicef per il Sudan. “Per molti bambini non esiste più alcun luogo sicuro. Vengono uccisi e feriti nelle loro case, sulle strade, nei mercati e mentre cercano di accedere a servizi essenziali come l’istruzione e l’assistenza sanitaria. I bambini non devono mai essere presi di mira. Le loro vite, i loro diritti e il loro futuro devono essere protetti”.

La costante minaccia di attacchi ha inoltre aggravato paura, ansia e trauma tra i bambini, soprattutto nelle comunità che hanno subito bombardamenti ripetuti e sfollamenti. “I bambini non devono affrontare solo il rischio immediato di morte e ferite. Il conflitto continua a esporli a gravi violazioni, tra cui il reclutamento e l’impiego in combattimento, i rapimenti, la violenza sessuale e gli attacchi a scuole e ospedali”, ricorda l’Unicef, rinnovando l’invito a tutte le parti in conflitto affinché “proteggano i civili e le infrastrutture civili, consentano e agevolino un accesso umanitario sicuro, rapido e senza ostacoli” e, infine, “adottino tutte le misure possibili per proteggere i bambini da ogni pericolo”.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere