La maggioranza degli americani ritiene che la guerra con l’Iran non fosse giustificata

06.07.2026 12:55
La maggioranza degli americani ritiene che la guerra con l'Iran non fosse giustificata

Il 58% degli elettori statunitensi che si preparano a votare per il rinnovo del Congresso a novembre considera la guerra contro l’Iran non giustificata dal costo sostenuto. Un sondaggio commissionato dal Financial Times ha evidenziato che la maggioranza degli americani è scettica riguardo all’utilità di un conflitto tanto oneroso, riporta Attuale.

Richiesta di 67 miliardi

La Casa Bianca ha richiesto al Congresso l’approvazione di un finanziamento federale di 67 miliardi di dollari per coprire le spese relative alla guerra iniziata il 28 febbraio. Le opinioni riguardo le implicazioni politiche dell’intervento sono divise: il 44% degli intervistati pensa che la guerra abbia reso gli Stati Uniti più vulnerabili rispetto al regime di Teheran, mentre il 31% ha un’opinione opposta.

Opinione sulla NATO

In prossimità di un importante vertice della NATO in Turchia, il sondaggio rileva che il 53% degli americani preferisce rimanere nell’Alleanza Atlantica, mentre solo il 23% auspica un’uscita immediata degli Stati Uniti dalla NATO.

Diminuzione della popolarità

Con le elezioni di novembre che si avvicinano, il partito del presidente Trump mostra segni di difficoltà. La guerra con l’Iran ha impatti significativi sul costo della vita e ha alimentato le divisioni all’interno dell’elettorato repubblicano. Attualmente, il 36% degli elettori approva l’operato del presidente, segnando un calo di due punti rispetto al mese scorso.

Vantaggio democratico

I Democratici sembrano trarre vantaggio dalla situazione: secondo i dati del Financial Times, il 44% degli elettori intende votare per un candidato democratico, rispetto al 38% per i repubblicani. Questo rappresenta un incremento del vantaggio democratico a sei punti, rispetto ai quattro punti di un mese fa. Nonostante ciò, il supporto tra i repubblicani rimane robusto, con tre quarti degli intervistati che stimano un’alta probabilità di recarsi alle urne.

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