Il cardiologo Jonathan Reiner solleva interrogativi sulla salute di Donald Trump, la Casa Bianca risponde con indignazione
Il cardiologo Jonathan Reiner, ex medico del vicepresidente repubblicano Dick Cheney, ha lanciato sette domande cruciali riguardanti la salute di Donald Trump in un editoriale sul New York Times, il quale ha suscitato un acceso dibattito e una risposta controversa dalla Casa Bianca, riporta Attuale.
Le domande riguardano vari aspetti del benessere del presidente ottantenne, in particolare dopo che la Casa Bianca ha avuto modo di stilare una lista di anomalie fisiche, comprese ecchimosi e gonfiore. Reiner ha evidenziato la necessità di trasparenza e ha sottolineato il diritto dei cittadini a conoscere la condizione di salute del loro leader, accusando la Casa Bianca di nascondere informazioni vitali.
Tra i punti sollevati, vi è il numero insolitamente alto di specialisti, ben 22, coinvolti nella valutazione di Trump lo scorso giugno, un dato che Reiner considera anomalo per un controllo presidenziale. Altre domande si concentrano sui vistosi ematomi sulle mani del presidente, che, secondo le spiegazioni ufficiali, deriverebbero da «troppe strette di mano», e sulla condizione di gonfiore alle caviglie, accusato di essere stato dichiarato «insufficienza venosa cronica», ma che Reiner considera potenzialmente indicativo di problemi più gravi.
In particolare, Reiner ha chiesto chiarimenti su presunti episodi di sonnolenza di Trump durante eventi pubblici, evidenziando che questa condizione sembra essere nuova, contrariamente alla sua storica abitudine a essere attivo di notte. Ha, inoltre, chiesto trasparenza riguardo ai controlli cardiaci effettuati nel corso dell’anno, e perché lo staff non divulga un elenco completo dei farmaci assunti dal presidente.
In risposta, un portavoce della Casa Bianca ha dipinto Trump come «il presidente più brillante, accessibile ed energico della storia americana», denigrando Reiner come un «asshat», accusato di formulare diagnostici per motivi politici. In un’intervista su CNN, Reiner ha rovesciato l’insulto, affermando di ritenersi una risorsa per la Casa Bianca e ha richiesto che vengano fornite risposte legittime ai cittadini su questioni di salute.
Il dibattito ha riacceso inoltre l’attenzione su una proposta di legge del deputato democratico Jamie Raskin, che mira a istituire una commissione parlamentare indipendente per valutare lo stato di salute dei presidenti in carica, per evitare che informazioni sensibili vengano oscurate. I lettori del New York Times hanno espresso una forte richiesta di riforme nell’ambito della salute presidenziale, sostenendo che la trasparenza debba essere un obbligo di legge.
In questo contesto, molti lettori hanno sottolineato l’ironia della situazione, paragonando la richiesta di test rigorosi per una semplice guida d’autobus con la mancanza di controlli severi per chi detiene il controllo dell’arsenale nucleare del Paese, mettendo in evidenza la necessità di una maggiore responsabilità e trasparenza nella salute del presidente.