Taranto, il futuro incerto dell’ex Ilva sotto l’occhio della giustizia
Taranto, 10 agosto 2026 – La lettera di Andrea, il più giovane tra gli undici cittadini tarantini che hanno promosso l’azione inibitoria contro l’acciaieria, sottolinea la crescente preoccupazione per la qualità dell’aria. La Corte d’Appello di Milano ha emesso un provvedimento che impone lo spegnimento dell’area a caldo entro il 28 ottobre. “Perché vuoi tenere il mostro ancora aperto?” chiede Andrea, che, affetto da una malattia rarissima, ha seguito il processo insieme alla madre. Il presidente della Regione Puglia, Michele Decaro, ha contattato la famiglia e parlato direttamente con Andrea, riporta Attuale.
La promessa del presidente Decaro
“Quando leggi quelle parole, non puoi voltarti dall’altra parte”, ha affermato Decaro, promettendo di consegnare la lettera di Andrea al governo il 21 agosto, in coincidenza con i Giochi del Mediterraneo. “Caro Andrea, io ti prometto che porterò la tua lettera ai rappresentanti del governo che possono aiutarci”, ha aggiunto Decaro. Questa promessa giunge in un momento di incertezza sul futuro dell’ex Ilva, con i commissari che hanno presentato un piano di decarbonizzazione al ministro dell’Ambiente Pichetto Fratin e il ministero delle Imprese che continua a discutere con sindacati e parti sociali. Resta però da chiarire quale polo siderurgico rimarrà a Taranto dopo la chiusura dell’area a caldo.
Le prospettive per l’ex Ilva
La vendita dell’ex Ilva resta in bilico. Jindal ha aggiornato la propria offerta, mentre il ministro Urso ha rilanciato l’idea di formare una cordata italiana con Confindustria, Federacciai e Federmeccanica, ma per ora si tratta solo di un’ipotesi. Nel frattempo, lo Stato continua a sostenere l’ex Ilva: l’ultima tranche di prestiti autorizzati dalla Commissione europea porterà il totale del sostegno pubblico a 390 milioni di euro.
La voce dei genitori
Massimo Castellana, portavoce dell’associazione dei genitori, ha sottolineato che la decisione della Corte è inequivocabile: “La produzione è un rischio per la salute di cittadini e operai, e bambini in particolare, deve essere spenta”. Ha precisato che il provvedimento non vieta definitivamente la produzione, ma impone condizioni chiare: “Se volete la produzione, queste sono le condizioni”, riaffermando la necessità di eliminare l’amianto e ridurre le emissioni di PM2,5 e PM10. Cinzia Zaninelli, presidente dell’associazione, ha espresso la preoccupazione per il numero crescente di piccoli pazienti in cura all’Oncoematologia pediatrica di Taranto, evidenziando circa “una sessantina tra bambini e adolescenti” lo scorso anno, un dato definito “veramente enorme, inaccettabile”.