Referendum a Cracovia: il sindaco Miszalski rimosso dalla carica
Il sindaco di Cracovia, Aleksander Miszalski, è stato rimosso dal suo incarico attraverso un referendum tenutosi domenica, una decisione che ha una significativa rilevanza politica nazionale in Polonia, poiché Cracovia è la città più popolosa dopo Varsavia. Miszalski, membro della Coalizione Civica, il partito di centrodestra guidato dall’europeista Donald Tusk, è stato oggetto di un referendum promosso dai partiti di estrema destra Diritto e Giustizia (PiS) e Confederazione. La destra radicale ha raccolto oltre 130.000 firme per avviare il referendum, un’azione prevista dalla legge polacca, ma senza precedenti in una città di tali dimensioni, con circa 800.000 abitanti, riporta Attuale.
Miszalski era in carica dal 2024 e aveva esortato i suoi sostenitori a non partecipare al voto per evitare il raggiungimento del quorum fissato al 27%. Tuttavia, la strategia si è rivelata controproducente, con la partecipazione che ha superato il 30% e circa il 98% dei voti favorevoli alla sua rimozione. Accettando l’esito, Miszalski ha informato che nuove elezioni saranno indette entro 90 giorni.
Sebbene non fosse particolarmente popolare e la sua amministrazione fosse accusata di inefficacia, questa rimozione rappresenta un duro colpo per la Coalizione Civica, che detiene il governo nelle principali città. La destra radicale ha già annunciato l’intenzione di replicare la strategia dei referendum, con l’obiettivo di destituire altri sindaci della coalizione di Tusk. Il primo ministro, eletto nel 2023, ha affrontato difficoltà governative, non avendo una maggioranza stabile in parlamento, e nel 2025 non è riuscito a far eleggere un presidente della Repubblica del suo partito. L’attuale presidente, Karol Nawrocki del PiS, ha ostacolato le riforme con ripetuti veti, analogamente al suo predecessore.