Mosca intensifica la guerra ibrida contro i Paesi baltici: l’allarme di Vilnius

28.05.2026 14:15
Mosca intensifica la guerra ibrida contro i Paesi baltici: l'allarme di Vilnius
Mosca intensifica la guerra ibrida contro i Paesi baltici: l'allarme di Vilnius

L’avvertimento del capo dei servizi segreti lituani

La Russia sta conducendo una campagna di disinformazione sempre più aggressiva contro Lituania, Lettonia ed Estonia, con l’obiettivo di minare la loro fiducia nelle istituzioni e ridurre il sostegno a Kiev. Lo ha denunciato Remigijus Bridikis, direttore del Dipartimento di sicurezza di Stato lituano, in un’intervista a “Žinių radijas”. Secondo Bridikis, il Cremlino sta testando la prontezza dei Paesi baltici a vari scenari, compresi quelli militari, attraverso operazioni informative coordinate. La mossa arriva mentre l’Ucraina intensifica gli attacchi con droni sul territorio russo, colpendo obiettivi logistica e industriali. Per l’Italia, membro Nato e Ue, la stabilità del fianco orientale è cruciale: un’eventuale escalation potrebbe tradursi in un aumento delle spese per la difesa e in ripercussioni sui prezzi dell’energia.

Fake news e accuse strumentali

Bridikis ha smentito le false affermazioni del Cremlino secondo cui i Paesi baltici avrebbero concesso ufficialmente all’Ucraina di utilizzare il loro spazio aereo per attacchi su San Pietroburgo e sulla regione di Leningrado. La propaganda russa sostiene che Kiev possa sorvolare Lettonia, Lituania ed Estonia per aggirare la Bielorussia e raggiungere il Golfo di Finlandia. “Dobbiamo capire che siamo oggetto di un’operazione informativa volta a fare pressione su di noi affinché riduciamo o interrompiamo il sostegno all’Ucraina”, ha dichiarato il capo dell’intelligence lituana. Questa strategia di distorsione dei fatti mira a delegittimare la Nato e a creare divisioni interne nelle società baltiche, con potenziali effetti a catena su tutta l’Unione Europea, Italia compresa.

Danni all’industria bellica russa e reazione di Mosca

Secondo Bridikis, gli attacchi ucraini con droni a lungo raggio stanno dimostrando un’efficacia tattica ed economica senza precedenti: hanno già distrutto il 30% della capacità russa di produzione di benzina e il 25% di quella di diesel. Questi “sanzioni a lunga distanza” – come sono state definite – stanno sistematicamente erodendo le capacità logistiche e di difesa aerea della Russia. In difficoltà sul campo di battaglia, il Cremlino intensifica la propaganda contro i Paesi baltici per impedire un ulteriore aiuto a Kiev. La risposta di Bruxelles non si è fatta attendere: la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha annunciato piani per integrare i sistemi di difesa aerea lituani con i satelliti Copernicus e Galileo, migliorando la consapevolezza situazionale dell’Ue.

Investimenti record per la difesa del fianco orientale

Di fronte alle provocazioni russe, l’Unione Europea ha firmato con la Lituania uno specifico piano di finanziamento militare nell’ambito del meccanismo SAFE. Per la prima volta, 1,5 miliardi di euro dal Fondo europeo di sviluppo regionale sono stati riconvertiti per esigenze di difesa dei Paesi baltici, a seguito degli incidenti con i droni. Inoltre, 40 miliardi di euro provenienti da vari fondi Ue sono già stati stanziati per rafforzare il fianco orientale. Bridikis ha sottolineato che la determinazione della Russia a scatenare un conflitto contro membri Nato “dipende assolutamente da noi stessi”, ovvero dai singoli Stati, dalla regione, dall’Alleanza e dall’Ue. Per l’Italia, tutto ciò si traduce in una maggiore pressione sui bilanci pubblici – già tesi – e in un possibile aumento dei costi energetici, qualora la crisi dovesse aggravarsi. La tecnologia ucraina dei droni, intanto, offre ai Paesi baltici un tempo prezioso per modernizzare la propria difesa.

Da non perdere