Il Parlamento ghanese approva una legge severa contro la comunità LGBTQ+
Il Parlamento del Ghana ha approvato una proposta di legge per criminalizzare la comunità LGBTQ+, che prevede pene fino a tre anni di carcere per chi si identifica pubblicamente come omosessuale, bisessuale, transgender o queer, oltre a chi intrattiene relazioni omosessuali. La nuova legislazione proibisce anche di promuovere e finanziare qualsiasi attività legata alla comunità LGBTQ+: chi trasgredisce rischia pene detentive dai tre ai cinque anni. Viene inoltre introdotto un obbligo di denuncia alla polizia per coloro che assistono a atti considerati illeciti, riporta Attuale.
Attualmente, la legge non è ancora in vigore, in quanto deve essere firmata e promulgata dal presidente di centrosinistra John Dramani Mahama, eletto nuovamente alla fine del 2024 dopo aver già governato il paese dal 2013 al 2016. Mahama ha lasciato intendere di essere favorevole alla legge in diverse dichiarazioni pubbliche. È importante notare che le relazioni omosessuali sono già vietate in Ghana da una legge risalente all’epoca coloniale britannica.
Nell’anno precedente, era già stata approvata una legge simile, che però non era mai entrata in vigore a causa di una serie di ricorsi legali che avevano ritardato la firma dell’allora presidente ghanese Nana Akufo-Addo. Il Ghana non è l’unico paese africano a voler implementare restrizioni discriminatorie di questo tipo; oltre 30 dei 54 paesi africani hanno leggi che criminalizzano le relazioni omosessuali, con pene che possono superare i dieci anni di detenzione.